Operazione "Maitresse", rinviati a giudizio Patrizia Caprara, 59 anni, il marito Gianfranco Grandi, 61 anni, entrambi di Frosinone e Ivano Leo Quadrino, 66 anni di Fondi. La professoressa, l'imprenditore e il "tassista", sono accusati di favoreggiamento della prostituzione, finiti nei guai a settembre 2020. Ieri mattina l'udienza preliminare nel tribunale di Latina. I tre dovranno comparire davanti al giudice il 29 novembre 2023.

La ricostruzione
La coppia ciociara era stata arrestata il 19 settembre 2020 nella residenza di Terracina, proprio una delle villette che secondo gli investigatori sarebbe stata ceduta in locazione come casa del sesso. I due, stando al materiale raccolto nell'indagine, avrebbero consentito dietro il pagamento di un canone, a molte ragazze straniere, di esercitare la prostituzione in due ville di proprietà a Terracina e Sabaudia e in altre abitazioni prese in affitto. Il costo, tra i 50 e i 100 euro per ogni "utilizzo".

L'indagine è partita da alcune inserzioni, che avevano insospettito gli uomini del Commissariato di Terracina.
Sono seguiti i controlli, i blitz nelle abitazioni, la raccolta e l'incrocio dei dati, oltre che il racconto di alcuni testimoni. Le ville di proprietà della coppia non sarebbero state, sempre secondo le accuse, le uniche residenze utilizzate per "ospitare" le prostitute. La coppia prendeva in affitto anche altre abitazioni, per piccoli periodi, sempre tra Terracina e Sabaudia, e per evitare movimenti sospetti metteva le ragazze in contatto con dei tassisti irregolari e dei factotum affinché loro non dovessero spostarsi troppo dalle abitazioni. E proprio uno di questi "tassisti", appunto Ivano Leo Quadrino, è finito nei guai anche lui per favoreggiamento.

Sia la professoressa, sia il marito, difesi dall'avvocato Nicola Ottaviani, durante gli interrogatori hanno respinto le accuse. Hanno sostenuto che dall'affitto alle ragazze non derivava loro un ulteriore vantaggio economico rispetto a un affitto "normale". Hanno riferito di aver affittato anche a normali vacanzieri per dimostrare che gli appartamenti non erano ad uso esclusivo delle prostitute come sostiene la procura di Latina.
Inoltre hanno aggiunto che seppur qualche sospetto potesse balenare, visto che si trattava spesso di ragazze avvenenti, entrambi non hanno mai accertato direttamente cosa le ragazze facessero all'interno delle mura domestiche.

Il Riesame a ottobre 2020 ha annullato gli arresti della professoressa e dell'imprenditore. Il pm a novembre sempre del 2020 ha chiesto la proroga delle indagini.
Sono state ascoltate in procura anche le ragazze per definire i contorni del caso. Ieri nel tribunale di Latina, l'udienza preliminare e il rinvio a giudizio per i due ciociari e per il sessantaseienne di Fondi. L'udienza fissata, dunque, al 29 novembre del prossimo anno.