Licenziata dopo la richiesta di un cambio turno aveva già avuto soddisfazione con la reintegra e il pagamento di oltre 15.000 euro in primo grado. Ma la clinica del Cassinate che l'aveva licenziata ha presentato un reclamo e ora l'operatrice sanitaria ha vinto anche in appello. La decisione della Corte d'appello di Roma delle scorse ore ha infatti accolto appieno la linea difensiva dell'avvocato Gabriele Picano, difensore dell'operatrice sanitaria, rigettando il reclamo in appello dell'azienda medica. La dipendente lo ricordiamo dopo un problema di salute, aveva chiesto di poter effettuare un cambio del turno non potendo far fronte alla richiesta attività fisica precedente. Da qui nasce la prima decisione di licenziare la donna, poi le contestazioni sui mancati certificati Inps che invece sono stati prodotti dalla difesa in un processo documentale.

E la decisione del tribunale di Cassino che aveva disposto di reintegrare in servizio l'operatrice sanitaria, condannando la clinica a dover corrispondere alla stessa anche un'indennità risarcitoria pari a dodici mensilità (oltre 15.000 euro). Ma la clinica del Cassinate ha proposto appello. La Corte di appello nelle scorse ore ha respinto il ricorso della clinica, confermando l'orientamento dato dal tribunale di Cassino in tema di tutela reintegratoria prevista dall'articolo, 18 comma 4, dello Statuto dei lavoratori.
La società è stata anche condannata al pagamento delle spese di giudizio. L'avvocato Gabriele Picano si è dichiarato soddisfatto dell'accoglimento della linea difensiva sostenuta con forza.