Famiglie in crisi per sovraindebitamento, il tribunale civile di Cassino annulla ben 100.000 euro di debiti a una coppia del Cassinate che stava per perdere tutto. Una sentenza, quella emessa dal giudice Ciuffi, destinata a fare giurisprudenza. La vicenda giudiziaria legata alla storia di una giovane famiglia del Cassinate è purtroppo simile a decine e decine di analoghe situazioni vissute soprattutto in questi ultimi tempi dalle famiglie italiane e in particolar modo da quelle del Basso Lazio. Un giovane papà operaio, una mamma casalinga con impieghi saltuari. Tutto fila liscio, stringendo la cinghia, finché il loro bambino si ammala: le cure sono costose, la mamma deve restare accanto al piccolo. E i conti, già difficili da far quadrare, diventano uno scoglio insormontabile da affrontare.

La malattia del bimbo, infatti, assorbe le risorse economiche e finanziarie della giovane coppia, sempre più in affanno: la madre non riesce neanche più a lavorare per reperire ulteriori risorse da destinare ai creditori. E a questo punto il rischio che la banca mettesse all'asta la casa, gravata già da una ipoteca, diventa ben più che ipotetico. A trovare la exit strategy è stato l'avvocato Bruno Redivo. Da un'analisi della copiosa documentazione offerta, lo studio legale Redivo ha infatti contestato la "colpa professionale" di numerose società finanziarie che, in violazione del principio di buona fede e correttezza bancaria, hanno erogato prestiti per importi eccessivi e non proporzionati alle obiettive capacità reddituali della famiglia.
Questo il punto di partenza dello studio legale di Formia specializzato in sovraindebitamento che ha evidenziato «la mancanza di colpa della giovane coppia e la non rimproverabilità della condotta tenuta nel tempo».
Analizzando la situazione della giovane coppia cassinate, sono stati posti in evidenza numerosi finanziamenti erogati in un momento in cui «era ampiamente prevedibile la non solvibilità dei suoi clienti.
Se a ciò si aggiunge un evento non prevedibile come la malattia di un figlio e il conseguente ridimensionamento familiare anche a livello economico, ecco che risultano perfettamente integrati i requisiti della legge "salvasuicidi» ha sostenuto la difesa in tribunale.

La legge 3 del 2012, detta anche taglia-debito, è una strada complessa e forse poco praticata, ma di grande impatto. Prevede, in sintesi, tre maxi procedure: il piano del consumatore, l'accordo di composizione delle crisi o la liquidazione. Ovviamente ogni storia deve essere analizzata da professionisti competenti, che possono valutare come e dove intervenire. Lo studio legale Redivo, con l'ausilio dell'Organismo di Composizione della Crisi territorialmente competente, ha affrontato la questione ottenendo una riduzione dei debiti chirografari, quelli delle società finanziarie per l'appunto: dagli originari 120.000 euro di debito si è passati ai 20.000, con uno stralcio di circa 100.000 di debiti definitivamente annullati dal tribunale civile di Cassino. «Una soddisfazione professionale, con gratitudine della giovane famiglia che si vede ora modulato un piano di rientro sostenibile e compatibile con le proprie possibilità finanziarie» hanno aggiunto dallo studio Redivo.