Bandi cuciti su misura, rinviati a giudizio cinque dei sette coinvolti nell'inchiesta affidata alla squadra Informativa del Commissariato di Cassino. Nella precedente udienza il procedimento si era sdoppiato: era stato infatti deciso lo stralcio delle posizioni di Aldo Matera e Carmelo Palombo, che avevano chiesto attraverso le difese di procedere con un abbreviato (e che ora saranno in tribunale tra meno di un mese). Gli altri indagati, invece, avevano scelto l'ordinario, con le discussioni che si sono tenute ieri davanti al gup di Cassino.

Nelle maglie dell'inchiesta "Format" era finito lo ricordiamo anche l'ex assessore ai Servizi sociali del Comune di Cassino, Benedetto Leone. Insieme a lui pure una progettista Sara D'Aliesio e un ingegnere (nei confronti del quale non è stata avanzata alcuna richiesta) chiamati a rispondere di un'ipotesi di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. La stessa inchiesta aveva già portato in prima battuta all'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex vice sindaco di Cassino Carmelo Palombo; dell'ex segretario comunale, Lorenzo Norcia, insieme ai coniugi imprenditori Raffaele Valente e Mariarosaria Golino e all'assistente sociale Aldo (detto Pasquale) Matera. Poi l'ampliamento.

Un'inchiesta affatto facile: sotto accusa per il progetto "Città femminile, comunità plurale". L'indagine lo ricordiamo nasce nel 2017 da un esposto presentato da operatrici risultate non vincitrici di un bando: questo il punto di partenza della complessa attività svolta dalla squadra Informativa del Commissariato che ha messo insieme tutti i pezzi partendo dalla Format, un'associazione di formazione extra scolastica.
Chiuse le indagini, anche le fasi preliminari si sono annunciate complesse: prima le questioni legate alla costituzione delle parti civili soprattutto del Comune di Cassino che potrà essere parte civile solo nell'abbreviato poi l'interrogatorio di Norcia, che ha spiegato passaggio dopo passaggio alcuni aspetti normativi preminenti.

Poi ancora la richiesta di due dei sette indagati di procedere con l'abbreviato, "sdoppiando" il processo. Ieri le discussioni e la decisione del gup, nel tardo pomeriggio: rinviati tutti e cinque a giudizio al 27 giugno. In aula compariranno per ribadire la loro estraneità rispetto alle contestazioni e difendersi dalle accuse Benedetto Leone, Lorenzo Norcia, Mariarosaria Golino, Raffaele Valente e Sara D'Aliesio. Le difese gli avvocati Rauzzino, Cassone, Nardone, Cernesi, Maraone e Ranaldi sono pronte. Proprio Benedetto Leone in serata ha affermato: «Sono stato informato del mio rinvio a giudizio riguardante il procedimento già in corso. Nulla di nuovo. Ma ci tenevo a comunicarvelo per trasparenza e correttezza al fine di evitare nuove strumentalizzazioni».