«Ripensare al modello energetico nazionale grazie a un'autentica promozione delle energie rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio energetico per diversificare gli approvvigionamenti e ridurre le speculazioni e la dipendenza dall'estero, senza tuttavia
ricorrere a soluzioni vecchie e ambientalmente insostenibili come il carbone».

È quanto propone l'Aiel per fronteggiare l'attuale crisi energetica. L'associazione delle imprese della filiera legno-energia ha scritto una lettera al premier Mario Draghi. «La drammatica situazione in Ucraina, l'impennata dei prezzi dell'energia, i timori per la continuità delle forniture di gas hanno ulteriormente confermato la necessità di guardare con maggior attenzione al contributo che il settore produttivo delle biomasse legnose può fornire alla diversificazione degli approvvigionamenti riducendo la dipendenza energetica da altri Paesi».

Lo scrive Annalisa Paniz, direttrice generale dell'Aiel.
Nella missiva a Draghi, l'Aiel auspica che«la strategia energetica per un calore rinnovabile dovrebbe vedere una progressiva riduzione dell'utilizzo del gas e
quindi fondarsi anche su piccoli-medi impianti centralizzati a biomassa legnosa, impianti di micro e minicogenerazione, teleriscaldamento e calore di processo, ma anche sulle moderne stufe che,
grazie ai progressi tecnologici degli ultimi anni, garantiscono alto rendimento, efficienza energetica
e basse emissioni di particolato».

«I biocombustibili legnosi - spiega Annalisa Paniz - oltre ad essere un veicolo di sostenibilità che contribuisce all'abbattimento delle emissioni, alla manutenzione del patrimonio boschivo e a generare un indotto occupazionale rilevante, possono contribuire alla riduzione della dipendenza degli approvvigionamenti esteri, a diversificare il mix energetico e a contrastare il fenomeno della povertà energetica che interessa sempre più famiglie e che può essere vinta abbandonando le fonti fossili, caratterizzati da prezzi volatili legati ad assetti geopolitici in continua evoluzione, in favore delle energie rinnovabili.

I biocombustibili legnosi sono estremamente più convenienti di quelli fossili: il costo di produzione di 1
MWh di energia termica con biomasse legnose oscilla tra i 24 e i 72 euro,quello con le fonti fossili tra i 103 e i 146 euro, valori destinati a crescere ulteriormente a causa della crisi internazionale».

Fulcro delle proposte Aiel è l'attuazione di filiere energetiche locali, per sostenere la crescita economica dei territori. L'uso sostenibile dei biocombustibili legnosi, la cui produzione è connessa alla gestione del territorio, non solo può ridurre il tasso di dipendenza dalle fonti fossili ma anche e soprattutto limitare la dipendenza da forniture di altri Paesi.