La data fatidica del 1° marzo doveva incoronare la "primavera" anticipata arrivata a benedire le nuove produzioni per il gruppo Stellantis. O meglio ancora, negli stabilimenti come Cassino Plant dove si vive alla giornata si attendeva un disegno più nitido sulle sorti produttive! Ma il ceo Carlos Tavares ieri, da Amsterdam, ha presentato innanzitutto il futuro automobilistico della multinazionale, un "viaggio" a bordo dei prossimi 10 anni dove ha giurato agli operai dell'universo Stellantis che «non saranno secondi a nessuno» nella creazione di valore per tutti gli stakeholder.

E facendo intendere, senza fronzoli, al governo italiano che neppure vede «la necessità dell'ingresso dello Stato italiano nell'azionariato di Stellantis. Perché dovrebbe usare le tasse degli italiani per entrare? Possiamo proteggere l'Italia senza avere il governo nell'azionariato. L'Italia è una delle colonne del gruppo, stiamo investendo per rilanciare Alfa Romeo, Lancia ed elettrificare la Fiat».

E sulla presenza in Europa? Tavares ha aggiunto che per mantenere la sua solidità, Stellantis «deve conservare una quota tra il 20 e il 22% del mercato europeo».

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