Prima di arrivare allo stadio, i cartelli stradali hanno indicato quello che da tempo attendevano familiari e amici di Emanuele Morganti. L'intitolazione del campo sportivo al loro caro, morto dopo un'aggressione, nel 2017, all'esterno di un locale di piazza Regina Margherita. E proprio in quel campo, lo scorso sabato mattina, sfidando il freddo pungente, la pioggia mista a neve e il vento, bambini, giovani e adulti si sono ritrovati per la cerimonia in ricordo del giovane. Prima il taglio del nastro, poi i più piccoli in cerchio e al centro i familiari di Emanuele. La sorella Melissa teneva stretto tra le mani un palloncino rosso a forma di cuore, i bambini di colore bianco. Palloncini lasciati poi volare verso il cielo. Un momento di commozione ed emozione. Quindi il via alle partite di calcio, tra bambini, amici di Emanuele e vecchie glorie.

Prima della conclusione della cerimonia, è stata scoperta la targa sulla parete della struttura sportiva.
Un ritratto di Emanuele e una frase che la sorella Melissa ha sottolineato più volte: "le alleanze possono condurre alle vittorie più gloriose e riunire mille cuori in uno solo". Sulla rete del campo uno striscione con una foto che ritraeva il ventenne con il suo indimenticabile sorriso e con su la scritta "Emanuele vive". «La cosa più bella potesse succedere, nonostante fulmini e tempesta, la partecipazione di tutti, soprattutto dei bambini - ha sottolineato Melissa Morganti che ha tenuto molto alla presenza dei più piccoli -. Li ho voluti fortemente perché il messaggio più grande, che è quello che ho voluto sulle casacche e medaglie "sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" è rivolto a loro e alle loro guide, allenatori, istituzioni. Sono loro che devono capire che il futuro è nelle loro mani. Ma il futuro fatto di cultura, sport, alleanze e non violenza».

Melissa ha lasciato volare un palloncino a forma di cuore «verso Emanuele e mia mamma che è con mio fratello. Sono sicura che sarà felicissima perché il nome del suo bimbo resterà per sempre nella memoria di tutti, in rappresentanza della speranza del futuro». Il grazie a tutti coloro che hanno reso possibile l'intitolazione e agli amministratori. Presente, tra i tanti, il sindaco Maurizio Cianfrocca e il consigliere regionale Mauro Buschini. «Un grazie particolare alla famiglia e alla commissione toponomastica della precedente amministrazione ha detto il primo cittadino che con tenacia e determinazione hanno reso possibile tutto questo». «Un gesto significativo, voluto da tutta la città, per ricordare sempre Emanuele e perché quel luogo frequentato da centinaia di ragazzi sia un presidio contro la violenza, la paura e l'indifferenza» ha sottolineato Buschini.