Parcheggio per i fedeli del Bambinello. Il processo a carico del sindaco di Gallinaro Mario Piselli e degli altri cinque imputati (il tecnico comunale Pompeo Schiavi, il costruttore Danilo Roncone, legale rappresentante della ditta esecutrice dei lavori, gli ingegneri Antonio Piselli, Miriam Volante e Antonio Pontone) va avanti.

Ieri a catalizzare l'attenzione è stata la deposizione dell'architetto che ha eseguito le verifiche sull'opera.
Ricordiamo che agli imputati viene chiesto conto, a vario titolo, di truffa ai danni dello Stato, false attestazioni e sovrafatturazione: per le Fiamme gialle sarebbero stati "distratti" circa 67.000 euro per l'esecuzione di lavori che «o non venivano eseguiti o presentavano gravi difformità rispetto alle previsioni contrattuali».

A riferire ieri in aula è stato l'architetto Gemmiti, ritenuto un teste chiave, che ha relazionato proprio sulle opere realizzate, spiegando di essere stato il collaudatore delle stesse, passaggio possibile solo a lavori conclusi.
Il teste avrebbe dunque indicato di aver certificato la regolarità dell'opera e anche la congruità economica.
Poi si è soffermato sulle somme pagate in partita provvisoria. Non solo. Il teste avrebbe dichiarato che la società risulterebbe addirittura creditrice di oltre 100.000 euro. Ora si torna in aula il prossimo 22 novembre per gli esami degli imputati. Gli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola, Giuseppe Di Mascio, Cesare Natalizio, Danilo Iafrate e Edoardo Cacace sono pronti.

Inchiesta madre "archiviata"
Per quanto riguarda l'inchiesta "madre" sul Bambinello, quella sulla gestione della "chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme" è arrivata l'archiviazione.
Nel 2019 le perquisizioni, poi indagini serrate e l'iscrizione nel registro degli indagati tra i quali anche il pontefice Morcia e altri ministri della chiesa evangelica.
Il gip ha disposto l'archiviazione.