Maltrattamenti all'asilo di via Zamosch, ieri prima udienza per le due maestre finite a processo. Affrontate importanti questioni tecniche, è stato deciso di ascoltare a maggio ben quindici genitori che saranno chiamati a riferire sull'episodio oggetto d'indagine e, senza paura di essere smentiti, pure su possibili alterazioni nei bambini sia prima che dopo la scoperta dei contestati maltrattamenti.

Era il gennaio del 2019, i bambini erano da poco rientrati a scuola dopo la pausa natalizia e le due docenti - che all'epoca avevano 63 e 54 anni - si videro notificare la misura interdittiva della sospensione dell'esercizio del pubblico ufficio di insegnante. La vicenda scosse l'intera città e la preoccupazione dei genitori che avevano i figli nella classe delle due docenti ma anche dell'istituto si moltiplicarono di ora in ora. Un mese e mezzo d'indagine, quindici giorni di riprese con telecamere nascoste (accordate dalla procura) per capire se quelle maestre insospettabili umiliavano o meno ogni giorno gli alunni.

Urla, minacce, punizioni inaudite mentre i genitori, ignari, erano sicuri di aver affidato a insegnanti qualificate i loro piccoli: queste le accuse. Quando parte di un video fu diffuso il terrore serpeggiò in tutte le case della città e dell'hinterland. La vicenda balzò agli onori della cronaca - anche nazionale - dalla voce disarmante di uno dei piccoli: era stato questo, spiegarono gli inquirenti, il detonatore che ha fatto esplodere tutto.

La denuncia era stata presentata a fine novembre 2018 dei genitori di una delle possibili vittime. Gli agenti del Commissariato, su delega del sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi si erano messi subito al lavoro: la squadra di polizia giudiziaria aveva raccolto tutto piazzando le telecamere. Poi la notifica della misura interdittiva e una serie di importanti conseguenze. Nei giorni e nelle settimane seguenti molti bambini non andarono a scuola, alcuni di loro cambiarono plesso, altri no.

Le famiglie nei mesi successivi si sono dovute far carico del supporto adeguato per aiutare i piccoli a gestire e comprendere quanto accaduto, soprattutto per l'aspetto psicologico. Ma le difficoltà sono state tante. Poi la richiesta di rinvio a giudizio per entrambe le insegnanti e l'apertura del processo. Ieri la prima udienza dibattimentale in cui sono state avanzate le richieste delle parti ed è stata depositata una significativa produzione documentale da parte della procura (tutti i video girati nei giorni d'indagine). E la richiesta di inserire per la prossima udienza, fissata al 2 maggio, l'escussione di ben quindici genitori. Le difese delle maestre - rappresentate dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola e Adriano Cortellessa - hanno avanzato la richiesta della trascrizione di tutte le registrazioni.

Nella prossima udienza le parti, anche quelle civili (alcune delle quali rappresentate dall'avvocato Luigi Montanelli) dovranno indicare quali parti di video - e dunque di intercettazioni - saranno ritenute di rilievo.