Salta anche il secondo sabato lavorativo in Fca: domani gli operai non varcheranno i cancelli dello stabilimento Stellantis di Cassino. Il 19 febbraio era previsto il recupero del "senza lavoro" del 2 febbraio. Contestualmente la dirigenza aziendale aveva annunciato anche un altro sabato lavorativo, lo scorso 12 febbraio, come giorno di recupero del "senza lavoro" del 1° febbraio ma anche quel sabato non si è lavorato.

Non solo. Ieri mattina la dirigenza aziendale ha annunciato che, sempre a causa di mancanza di materiale, non si lavorerà neanche nella giornata odierna. Ne consegue che nei primi 18 giorni di febbraio, su 14 giorni lavorativi per ben 6 volte i cancelli sono rimasti chiusi. Sono 13 i giorni di stop totale dall'inizio del 2022 su 33 giornate lavorative, pari cioè a circa il 40%. In questi primi due mesi lo stabilimento lavora cioè al 60% delle proprie capacità produttive e il trend rimarrà tale almeno per tutto il primo semestre dell'anno: la produzione in serie di Grecale il Suv della Maserati verrà presentato ufficialmente il 22 marzo partirà infatti non prima di giugno nel sito pedemontano.

Non tutto è perduto
Buone notizie arrivano intanto dal titolare del Mise, il ministro Giorgetti, che ieri in un'intervista a "Il Sole 24 Ore" ha annunciato: «L'idea è varare nel Consiglio dei ministri un fondo unico per l'automotive che poi sarà declinato dai ministeri sia sotto il profilo degli incentivi, sia sull'altro corno del problema industriale che abbiamo di fronte, cioè l'aiuto alla riconversione della nostra catena produttiva». L'entità del fondo dovrebbe aggirarsi attorno al miliardo di euro per tre anni.

«Stiamo discutendo sulla base di circa 1 miliardo l'anno. Pensiamo che abbia senso solo attivare azioni pluriennali» ha aggiunto. Oggi, quindi, tutti i riflettori saranno puntati su Palazzo Chigi in attesa delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri in merito al comparto dell'automotive. Cassino attende con trepidazione perché soprattutto nell'indotto sono già quasi un centinaio i posti di lavoro che sono andati persi nel silenzio tra la fine del 2021 e le prime settimane del 2022.

I sindacati mantengono alta la guardia e il segretario della Fiom-Cgil Michele De Palma richiama il Governo e il Parlamento «affinché si intervenga sulla transizione del settore automotive ed in particolare sullo squilibrio tra Italia e Francia riguardo al sistema industriale dell'automotive a partire da Stellantis. Nell'interesse del Paese e dei lavoratori, occorre pensare ad un equilibrio nell'azionariato di Stellantis, che veda la presenza dello Stato attraverso l'intervento di Cassa Depositi e Prestiti».

I sindacati, dunque, continuano a sollecitare interventi urgenti per avere risposte a livello centrale. Intanto il primo marzo si avvicina. E le incognite sulle sorti dello stabilimento restano ancora tali. E l'indotto? La sofferenza maggiore continua a riscontrarsi nel settore dell'automotive legato allo stabilimento, proprio nelle aziende a servizio rimaste ancora in piedi. Ora si deve solo accelerare.