Utilizza indebitamente somme per l'accompagnamento e l'invalidità della figlia. Figlia che è poi deceduta qualche tempo fa e lei, la madre, quale ormai ex amministratore di sostegno, avrebbe dovuto rendicontare il giudice tutelare, ma non lo ha fatto. È finita così a giudizio. Nei guai una donna di Sgurgola. Dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 16 settembre.

La ricostruzione
Deve rispondere dell'accusa di appropriazione indebita la madre di una ragazza che aveva avuto bisogno del sostegno per alcuni problemi fisici. Ragazza che è deceduta tempo fa. Ieri l'udienza e la donna è stata rinviata a giudizio. Stando alle accuse, in qualità di amministratrice di sostegno, doveva rendicontare annualmente al giudice tutelare. Ma dopo la morte della figlia non ha più rendicontato su come ha utilizzato le somme nell'ultimo anno e mezzo. Pertanto proprio in virtù di una serie di intimazioni che il giudice le aveva fatto dopo il decesso della figlia, si è esposta al procedimento penale.

Ieri mattina si è svolta l'udienza nel tribunale di Frosinone. Per lei è stato disposto il rinvio a giudizio davanti al tribunale collegiale il prossimo 16 settembre.
Presumibilmente la cifra degli emolumenti si aggira attorno ai 20.000 euro. Non sarebbero state più pagate le strutture dove la ragazza era stata collocata per fare attività di riabilitazione, e altre situazioni non sarebbero state rendicontate.

Quindi si ipotizza che possa aver speso in maniera inappropriata le somme che gestiva in qualità di amministratrice di sostegno della figlia. Dovrà ora difendersi dall'accusa di appropriazione indebita.
La donna si è rivolta all'avvocato Mario Cellitti.