Si dichiara estranea ai fatti e cercherà di fare in modo che emerga la sua innocenza. Si è affidata all'avvocato Dario Simonelli la dipendente, all'epoca dei fatti del consiglio dell'ordine degli avvocati, finita nell'inchiesta sulle marche da bollo, che a novembre del 2020 ha visto finire ai domiciliari Michele Caldaroni, 53 anni, cancelliere dell'ufficio del giudice di pace del tribunale di Frosinone, residente a Monte San Giovanni Campano.

Caldaroni è stato sorpresero mentre incollava una marca da bollo, ritagliata da un'altra pratica archiviata nel 2017, su una richiesta depositata il giorno precedente. Era "sott'occhio" già da tempo.

Dopo la convalida, al monticiano, difeso dall'avvocato Christian Alviani, sono stati revocati i domiciliari ed è stata disposta la misura del divieto di soggiorno e frequentazione nella città di Frosinone. L'inchiesta proseguì anche per accertare l'eventuale ruolo di avvocati, giudici e colleghi d'ufficio del cancelliere.
Nei giorni a seguire, anche la perquisizione nell'ufficio addetto alla vendita delle marche da bollo. Nell'inchiesta sono finiti anche due avvocati, accusati di corruzione.

La dipendente del consiglio dell'ordine ha poi usufruito del beneficio di quota 100 ed è andata in pensione, come era già sua intenzione da tempo; non licenziata, quindi, come erroneamente riportato in un precedente articolo. Nei giorni scorsi la notifica dell'informazione di garanzia. La donna si dichiara estranea ai fatti contestati. La notizia destò molto clamore, anche perché la dipendente era una veterana nel consiglio dell'ordine, molto conosciuta e stimata. In tanti non le hanno fatto mancare la vicinanza. Nei prossimi giorni il legale della donna, l'avvocato Simonelli, deciderà il da farsi e valuterà se presentate le memorie difensive. «La mia assistita si dichiara estranea ai fatti, confida nell'operato della Magistratura, certa che la giustizia farà il suo corso»