La storia riemerge dalla terra ad Esperia. Nella frazione di Monticelli è stato rinvenuto un cippo di confine probabilmente risalente all'etá borbonica. «Grazie alla segnalazione del nostro concittadino Armando Spisani e all'aiuto dell'archeologo professore Nicosia è stato ritrovato nella zona di Monticelli il cippo. Ora si procederà alla sistemazione del manufatto e alla rivalutazione dell'area circostante», il commento degli amministratori comunali che sono subito intervenuti insieme al sindaco Giuseppe Villani. Simbolo dell'epoca borbonica a Esperia è sicuramente oggi Roccaguglielma.

Nel 1722 il feudo di Roccaguglielma, nucleo iniziale di Esperia, insieme ai suoi due casali di San Pietro e Monticelli e alle terre di San Giovanni Incarico e Pico, fu donato dall'imperatore Carlo VI d'Austria alla contessa Marianna Pignatelli che lo tenne in possesso fino al maggio 1734. Nello stesso anno il feudo di passò sotto il dominio del casato dei Borbone ceduto, per volontà del duca Antonio Farnese, a suo nipote Carlo di Borbone figlio di Elisabetta Farnese ed erede di tutti i feudi della casata. Divenuto Re di Napoli con il titolo di Carlo III egli la incorporò, nel giugno del 1734, nel suo patrimonio come Duca di Parma. Con questo atto Roccaguglielma divenne terra allodiale alle dirette dipendenze della corona che la governò attraverso una speciale Azienda di S. Maestà dalla quale dipendevano gli agenti amministratori del tutto indipendenti dalla Regia Camera.

Nel 1759, Carlo III rinunciò alla corona di Napoli e il suo successore, il figlio Ferdinando, insieme al Regno ereditò anche i feudi farnesiani tra cui Roccaguglielma.
Un rinvenimento importante per tutta la comunità che saprà essere valorizzato dall'amministrazione e che rappresenta un valore aggiunto per il paese delle Valle dei Santi.