Risponderanno di lesioni i sei indagati per l'aggressione a un giovane della Guinea. Mentre resta l'aggravante dell'odio razziale per un ventottenne. Caduta la contestazione di tentato omicidio per un cinquantasettenne. Tutti a piede libero nonostante le richieste di misura da parte dei carabinieri. I sei, che hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, sono difesi dall'avvocato Tony Ceccarelli.
Nel frattempo il ragazzo di colore aggredito, è indagato in un processo autonomo per reato di minacce e molestie sessuali a quattro ragazze. La vittima si è rivolta all'avvocato Antonio Ceccani. I fatti il 18 dicembre.

Stando alle accuse, l'aggressione è avvenuta in pieno centro, pochi giorni prima di Natale. Il gruppo finito nei guai, ha incrociato il ragazzo di colore sotto i portici di piazza Matteotti. Il primo avrebbe incominciato ad apostrofare il giovane della Guinea, che svolge la professione di muratore, in attesa di riconoscimento di asilo politico, offendendolo per futili motivi. Dapprima con frasi offensive, anche razziste, poi aggredendolo insieme agli altri sopraggiunti dall'esterno di un bar con violenti calci e pugni in diverse parti del corpo. Il ragazzo ha dovuto fare ricorso alle cure dei dottori.
Sul posto sono arrivati gli operatori del 118 che con un'ambulanza hanno trasportato il ragazzo di colore all'ospedale di Alatri. La prognosi per lui è stata di 5 giorni. Immediate le indagini dei carabinieri della locale stazione per risalire al gruppo.

L'attività investigativa, che si è avvalsa anche dell'ascolto di testimoni, e la contestuale acquisizione dei fotogrammi immortalati dagli impianti comunali di videosorveglianza installati in piazza Matteotti, ha consentito di ricostruire l'aggressione e di arrivare all'identificazione dei responsabili. Nei guai un cinquantasettenne, un ventenne, due ventiduenni, un ventottenne e un diciannovenne, tutti incensurati ad eccezione del cinquantasettenne già gravato da vicende penali per reati contro la persona. Sono stati tutti denunciati all'autorità giudiziaria, responsabili, in concorso, dell'aggressione e del reato di lesioni personali aggravate ai danni della vittima. Oltre alla denuncia, nei confronti dei componenti del sestetto identificato, è stata proposta la misura del daspo Willy.