Sin da subito le prenotazioni sono state numerose.
E allo stesso tempo è proseguito l'impegno di tutto il personale, già in prima linea dall'inizio dell'emergenza Covid-19. Numeri importanti registrati fino ad oggi, segno dell'importanza di una struttura all'avanguardia.
Raggiunte 80.000 inoculazioni nel centro vaccinale dell'Ini Città Bianca di Veroli.

Il Gruppo Ini è sceso subito in campo per supportare la Asl di Frosinone. Un impegno importante al fianco della sanità pubblica. La famiglia Faroni è riuscita a mettere in piedi il percorso dedicato alle vaccinazioni in tempi record. Dopo la prima dose, si è partiti immediatamente con la seconda e successivamente con la terza. Se sono stati raggiunti numeri così importanti e se l'accoglienza è stata apprezzata dagli utenti, si deve anche al grande lavoro di squadra coordinato dal dottor Ettore Piero Valente, primario del reparto di Riabilitazione, nominato referente medico per le vaccinazioni.

«Abbiamo raggiunto ottantamila inoculazioni tra somministrazioni di Pfizer e Moderna - spiega il dottor Valente - Da febbraio è tornato disponibile il vaccino Pfizer. Somministrazioni di Pfizer inoculate anche a ragazzi over 12 fino a 17 anni. La popolazione sta rispondendo». E in questi mesi sono state molte le persone arrivate nella struttura Ini Città Bianca per la somministrazione del vaccino, non solo dalla Ciociaria, ma anche da Roma, da Monterotondo e tanti altri paesi del Lazio. Anche in questo caso, sicuramente, si sono rivelati fondamentale l'impegno, l'accoglienza, la disponibilità dello staff e del dottore Valente.

«Importante anche la campagna fatta a Roma - spiega Valente - Ho parlato con alcuni no vax e successivamente hanno deciso di fare il vaccino. Erano titubanti, avevano timore. Hanno cercato di ricevere spiegazioni per capire meglio alcune dinamiche. Noi, ovviamente, non forziamo la mano a nessuno, non facciamo opera di convincimento, ma servizio pubblico e siamo anche a disposizione di chi ha dubbi o paure.
I vaccini sono l'arma più potente che abbiamo per sconfiggere il virus e abbiamo cercato il più possibile di essere più rapidi nelle somministrazioni».