Accusata di non aver versato l'Iva dovuta, pari a 625.000 euro, e di aver occultato tutta la documentazione, relativa al 2016, necessaria per poter risalire al volume degli affari e dei redditi della società di cui era amministratrice. Nei guai è finita una sessantenne, F.I., residente a Ceccano. I fatti contestati risalgono a sei anni fa, quando la donna era amministratrice di una azienda che si occupa di trasporti di merci. Ieri si è svolta la prima udienza nel tribunale di Latina. La sede dell'azienda di cui la donna era amministratrice si trovava a Fondi. Si tornerà ora in aula il 17 aprile 2023 per ascoltare gli operatori della Guardia di finanza. Proprio la Guardia di finanza ha effettuato le verifiche che hanno portato la donna a essere iscritta nel registro degli indagati. È difesa dall'avvocato Mauro Roma.

La ricostruzione
Stando alle accuse in qualità di amministratrice e liquidatrice della azienda, al fine di evitare l'imposta sul reddito e sull'IVA, la sessantenne ha distrutto i documenti che invece era tenuta a conservare per la ricostruzione del volume degli affari e dei redditi della società. Documentazione relativa agli anni 2015 e 2016. L'accusa, pertanto, di non aver versato l'Iva dovuta pari a 625.365 euro in base alla dichiarazione annuale relativa al 2016 entro il termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo.

La difesa
La ceccanese si è rivolta all'avvocato Mauro Roma per la sua difesa e per cercare di dimostrare la sua eventuale estraneità. La prossima udienza, come detto, è aggiornata al 17 aprile del prossimo anno. In quella giornata saranno ascoltati gli operatori della Guardia di Finanza che hanno portato avanti l'operazione.