«Una buona notizia quella data dall'assessore regionale alla sanità Alessio D'amato in occasione della giornata mondiale contro il cancro. Ha annunciato la ripresa degli screening oncologici e degli interventi chirurgici colmando così una grave lacuna che stava portando ad un rischio reale di incremento della mortalità e un grave disagio per l'allungamento delle liste di attesa per gli interventi chirurgici». Così il dottor Norberto Venturi, presidente dell'associazione Lilt di Frosinone.

Il quale rileva: «Questa occasione consente tuttavia alcune riflessioni. La legge di riforma sanitaria del 1978 è forse la più importante degli ultimi 50 anni. Ha ottenuto un consenso pressochè totale da parte del Paese, con un concetto fondante di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla malattia. Al sud ci si ammala di meno ma si muore di più. Al nord ci si ammala di più ma si muore di meno. Negli anni passati la diagnosi e la terapia sono stati cardini su cui si è cimentata la sanità e su cui si è investito di più, con grandissimi progressi nella ricerca e con risultati peraltro eccezionali se si pensa alla cardiologia, alla oncologia stessa, alle malattie croniche e degenerative, alla genetica.
Tuttavia meno attenzione è stata indirizzata verso la prevenzione, tanto che in Europa siamo tra gli ultimi».

Aggiunge: «Dopo molti anni non sarebbe sbagliato migliorare la struttura delle legge 833, troppo burocratizzata, che ha marginalizzato il ruolo del medico e soprattutto non ha abolito le disuguaglianze di fronte alla malattia che pure si era prefigurata di abolire.
Ma rimane importante il segnale dell'assessore, che invita alla ripresa dei meccanismi di prevenzione oncologica (screening) e mostra un impegno per abbattere le liste di attesa. Allora è importante aderire agli screening e riprendere il trend favorevole che stava portando alla possibilità di diagnosi precoci e alti indici di guarigione. Da circa due anni ci accompagna il bollettino dei contagi, dei decessi, degli indici di occupazione degli ospedali. Tutto questo ha avuto un contributo nella sensibilizzazione dei cittadini a sottoporsi a vaccinazione ed osservare le regole suggerite. Un analogo sistema si potrebbe studiare per i tumori».

Conclude: «Va sottolineato il ruolo importantissimo svolto dalla Asl di Frosinone, che ha tenuto alta l'attenzione sull'importanza della prevenzione oncologica anche in tempi di pandemia. Infine, un plauso al manager D'Alessandro per i risultati raggiunti nella campagna di vaccinazione Covid».