Dopo due giorni di fermo produttivo rientreranno in fabbrica questa mattina gli operai dello stabilimento Fca Cassino Plant. Nella giornata di ieri non è giunta alcuna comunicazione di ulteriori stop dunque oggi sarà il primo giorno lavorativo del mese di febbraio. A gennaio sono stati 8 i giorni (6 totali e 2 parziali) di stop e le previsioni non lasciano presagire nulla di buono per le prossime settimane.

«Per salvaguardare industria e occupazione - mettono in guardia Francesca Re David e Michele De Palma della Fiom-Cgil - è necessario avere l'obiettivo di utilizzare la capacità produttiva: 1,5 milioni di auto di nuova generazione. Senza questo obiettivo industriale e con i volumi ridotti del piano Stellantis in essere, in breve tempo perderemo la componentistica e i suoi occupati con una delocalizzazione della componentistica che rischia di impattare anche su stabilimenti in termini di occupazione. Occorre un piano che intervenga con risorse straordinarie per sostenere la transizione industriale garantendo l'occupazione. Oggi non esiste un ammortizzatore sociale e una politica di sostegno alla formazione all'altezza della trasformazione in atto con gli obiettivi europei».

La Fiom sta tenendo assemblee in tutte le Regioni con i lavoratori del settore con proposte concrete: «È ora che il Governo si metta al lavoro - proseguono - con i protagonisti della transizione ecologica della mobilità per impedire che l'Italia diventi il Paese che in Europa pagherà il conto più salato in termini di occupazione e industria. La Fiom deciderà con i delegati le iniziative da intraprendere e da proporre a tutti i sindacati del settore, se non dovessero esserci novità».

Intanto, lo ricordiamo, il primo mese del 2022 è iniziato ancora una volta con il segno meno per le vetture a marchio Alfa prodotte a Cassino: il risultato fatto registrare dal marchio è nettamente inferiore rispetto a quello di gennaio 2021, mese chiuso con oltre 900 unità vendute. Il calo percentuale di Alfa Romeo è del -25,64% e risulta sensibilmente più marcato rispetto al dato medio fatto registrare dall'intero mercato delle quattro ruote italiano.