Strage in A1, accolta la richiesta di rito abbreviato condizionato alla nuove perizia di parte depositata ieri. Si discuterà a giugno. I familiari delle vittime in aula, in attesa di giustizia. Il caso tornato ieri nelle aule del palazzo di piazza Labriola non è nuovo: già diverse le udienze di opposizione alla archiviazione sulla morte della famiglia Acri, poi quelle necessarie a decidere sulle questioni preliminari.

Nelle precedenti udienze era infatti rimasta da sciogliere la riserva sulla costituzione di un'associazione che sostiene i familiari vittime della strada: un "nodo" che ha comportato molti mesi di ulteriore attesa. Poi il "sì" all'ammissione dei familiari - la sorella Francesca, che assistita dagli avvocati Cozza e Gentile resta sempre in campo con grande forza e coraggio accanto alla mamma - ma nessun consenso per l'associazione. Quindi un ulteriore (e inatteso) rinvio per questioni tecniche. Fino a ieri, data in cui è stata accolta la richiesta di abbreviato condizionato alla nuova perizia depositata. Ora si torna in aula l'11 giugno per la discussione.

La ricostruzione
Nell'incidente avvenuto nel 2018 in A1, a Roccasecca, persero la vita sul colpo Stanislao Acri (candidato sindaco con il Movimento Cinque Stelle a Rossano), sua moglie Daria Olivo - entrambi avvocati di 35 anni - e il piccolo di sei mesi. Una tragedia senza fine.
Nel tremendo impatto avvenuto nel luglio del 2018 tra la Lancia Y su cui viaggiavano le vittime e un furgoncino condotto da un uomo della provincia di Cuneo, la famiglia di Rossano Calabro non ebbe avuto alcuno scampo. Immediati i soccorsi, con l'intervento dei vigili del fuoco e della polizia della Sottosezione A1 di Cassino che ebbe il difficile compito di eseguire i rilievi e ricostruire la dinamica.