Acque e fanghi rossi, ambientalisti a caccia di punti di immissione in due chilometri e mezzo di fiume.
«Secondo una prima stima, i punti di immissione su due chilometri e mezzo di fiume» affermano gli attivisti.
Dopo la prima riunione operativa della task force in prefettura, fortemente voluta dal sottosegretario Ilaria Fontana, si sono gettati i ponti per un'azione sinergica sul territorio. Di comune accordo con i sindaci Salera e Angelosanto, alla presenza dei vertici di Prefettura, Arpa, Asl e Reparto ambientale marino del Ministero, si sono valutati i dati e stabilita una road map. Convenendo sulla necessità di interessare anche il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, per fugare ogni dubbio. Per dire una volta per tutte di che natura siano acque e fanghi rossi. Prima la ricognizione dei siti oggetto di deposito dei rifiuti negli anni '80, poi passaggio annunciato dall'onorevole Fontana un confronto con gli ambientalisti.

«In virtù del prossimo al ministero della Transizione ecologica, l'Ansmi (Associazione nazionale Sanità militare italiana) ha iniziato la mappatura delle immissioni dei fanghi rossi nell'alveo del fiume Rapido.
Sono stati individuati e fotografati 35 punti di immissione in due chilometri e mezzo di fiume, tra Sant'Elia Fiumerapido e Cassino. Operazione che continua insieme ai Gre (Gruppi di ricerca ecologica), sempre al nostro fianco per la ricerca della verità».
Un lavoro che risulterà certamente utile anche alla task force.

Poi gli attivisti accendono i fari su un altro problema: «Continua lo smaltimento dei rifiuti attraverso la combustione. Nel Cassinate persiste un problema non meno grave relativo alla presenza di numerosi roghi illegali di rifiuti che, ad oggi, non sono stati ancora oggetto di mappatura in quanto molti avvengono all'interno di abitazioni private oppure imprese artigianali. Per alcuni di questi roghi ci sono processi in corso. Fino a quando la popolazione non sarà sicura noi non ci fermeremo. A tal fine, essendo la tutela dell'ambiente e della salute umana un'assoluta priorità per l'associazione, ci poniamo a disposizione del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto e del Cnr a cui è stato affidato l'incarico di giungere finalmente alla verità».