La multinazionale continua a rassicurare. I siti italiani non chiuderanno. Lo spettro si è agitato alla notizia che Stellantis ha rimborsato il credito da 6,3 miliardi concesso dal governo italiano (Conte II). Un dato che può rappresentare un pericolo per le fabbriche nostrane dal momento che non esiste più alcun "debito" in circolazione! Ma all'allarme dei sindacati è seguita una nota da parte dei vertici del gruppo: «La direzione di Stellantis ci ha comunicato che non cambiano gli impegni presi con i sindacati, a partire da quello di non chiudere alcun sito. Ne prendiamo atto positivamente, ma restiamo in attesa della presentazione del piano» spiega Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, il primo ad anticipare la notizia.

«L'azienda ribadisce gli impegni verso i siti italiani, verificheremo che tutto questo si realizzi nel piano industriale», dice Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl. E lo stesso sindacato continua a sgolarsi nel La sede di Cassino Plant chiedere "udienza" al Governo per gestire la transizione industriale. Ma risposte non arrivano ancora. E c'è aria di bufera. La FLMU-Cub ha proclamato mezz'ora di sciopero per gli stabilimenti Stellantis e sottogruppi (Ex-Itca). Uno si è svolto venerdì, l'altro oggi alle 13.30.
Una protesta per rivendicare il diritto alla mensa messo a rischio dalla comunicazione dell'azienda sulle modalità di recupero dell'ultimo senza lavoro. E anche la Fiom-Cgil, senza risposte immediate ed esaurienti dal Governo, valuterà le prossime mosse da compiere.

Intanto la stessa casa automobilistica ha reso noto, venerdì, di aver rafforzato la propria posizione commerciale in Cina lo scorso anno, ponendo quelle che la compagnia ha definito «solide basi» per la sua espansione nel tempo. Stellantis, adesso ha affermato che sta pianificando di accrescere la sua partecipazione nel Guangzhou Automobile Group conosciuto anche come Gac Group dal 50% al 75%. Una notizia che ha fatto il giro del mondo. Intanto, più modestamente, a Cassino Plant uno dei siti più all'avanguardia del gruppo si è ancora in attesa del piano industriale. Manca un mese e si saprà quali prospettive ci sono per il territorio.