"A Salvini gli devono piazzare una bomba che gli fa saltare in aria la casa...Così si cuce la bocca su certe tematiche, sto fascista...". Questo il post per il quale un ventitreenne di Ferentino è finito sotto accusa per diffamazione aggravata nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini, dei figli e della compagna.
Nell'udienza di ieri il giudice si è riservato e nei prossimi giorni sarà emessa l'ordinanza. Il dottore Antonello Bracaglia Morante deciderà se archiviare definitivamente, far proseguire le indagini ovvero disporre l'imputazione coatta.

La ricostruzione
I fatti risalgono al 13 maggio dello scorso anno quando, con un post su Instagram, il ferentinate ha minacciato e offeso il leader della Lega Matteo Salvini, i figli e la compagna. Il 15 luglio scorso, al giovane, mentre era in aeroporto a Ciampino, pronto per ripartire e raggiungere l'Irlanda dove lavora, è stata notificata l'elezione di domicilio, denunciato per diffamazione aggravata nei confronti di Salvini.
Dopo qualche giorno dal post è seguita una lettera di scuse.

«Purtroppo quel giorno in cui ha pubblicato quel becero post sul social network, è stato preso da una ingiustificata ira, cattiveria, ad oggi inspiegabile le parole scritte nella lettera dall'avvocato Antonio Ceccani, difensore del ferentinate Il giovane si è amaramente pentito di quanto ha pubblicato poiché ha mancato di rispetto, ha offeso, denigrato e manifestato odio, senza alcun motivo». Scuse, però, non accettate da Salvini.

Anzi, il primo settembre scorso davanti alla richiesta di archiviazione del pm, il leader della Lega ha pubblicato un post sui social: «Fatemi capire, uno può minacciare di morte me, i miei figli e la mia compagna, e per il pm va bene così? Andate a firmare i referendum sulla Giustizia, solo gli italiani possono mettere fine a questa vergogna». A giorni la decisione del giudice.