Anche il Giorno della Memoria, ricorrenza che dovrebbe richiamare tutti all'unità nel ricordo e nella condanna degli orrori dell'Olocausto, a Ceccano diventa motivo di polemica. Il gruppo giovanile "Progresso Fabraterno" si scaglia contro l'assessore alla Cultura Stefano Gizzi, che ha condiviso e pubblicato su Facebook una vignetta in cui il green pass è accostato alle discriminazioni razziali. Come si legge in una nota del sodalizio giovanile, nella data in cui le truppe dell'Armata rossa liberarono i prigionieri di Auschwitz, «trovandosi davanti a uno spettacolo raccapricciante e disumano, l'assessore alla Cultura Gizzi si permette di paragonare il green pass alle misure di ghettizzazione, ai campi di concentramento e alle leggi razziali della Germania nazista, oltraggiando la memoria di tutte quelle vittime innocenti. Lo sterminio e l'eliminazione di ebrei, slavi, omosessuali e disabili dovuta alla follia nazista non deve essere un pretesto per ironizzare e schernire provvedimenti che nulla hanno a che vedere con l'Olocausto».

Pertanto, "Progresso Fabraterno" «ritiene inaccettabile che il membro di una Giunta comunale possa permettersi simili paragoni senza essere ripreso».
Pertanto, pretende «una presa di posizione di tutti gli esponenti politici locali e seri provvedimenti da parte della Giunta». Immediata ed altrettanto dura la replica di Stefano Gizzi: «Totalmente assenti per mesi e mesi senza che diano alcun contributo nelle vicende amministrative dichiara l'assessore i componenti di "Progresso Fabraterno" oggi speculano senza onore su una tragica e terribile vicenda, cercando di trascinarmi nel loro modo inaccettabile e scorretto di intendere le cose. Anche un bambino di cinque anni capisce bene che il mio accostamento non è in diretta correlazione con lo sterminio degli ebrei. Ma sono convinto che fra le vergognose discriminazioni di oggi nei confronti dei non vaccinati e la prima ondata di discriminazioni nei confronti degli ebrei negli anni Trenta vi sia lo stesso clima di intolleranza e prepotenza. Ho condiviso una vignetta amara, ma assolutamente rispettosa del dramma vissuto dal popolo ebraico. Al contrario, è meschina e mistificatrice la solita polemica dei "giovani vecchi" di Progresso Fabraterno, che travisano i miei intendimenti per le loro piccole motivazioni politiche».

Gizzi conclude così la sua risposta: «Sono convinto che fra la prima fase delle discriminazioni subite dagli ebrei negli anni Trenta e quelle imposte oggi per motivazioni che non hanno nulla di sanitario vi sia, purtroppo, una correlazione. Impedire agli anziani di poter ritirare la pensione, ai ragazzi di salire su un bus o fare sport, insieme ad altre scelte di questo tipo sono uno scandalo senza precedenti».