Inchiesta sulla sanatoria di quattro immobili di Alatri.
Tutti rinviati a giudizio, tra cui Giuseppe Morini, ex sindaco, nella veste di professionista privato, quale ingegnere incaricato dai proprietari degli immobili.
I reati contestati a Morini, di falso ideologico e abuso d'ufficio, sono quelli relativi al 2017.

Il giudice ha, invece, dichiarato prescritti quelli contestati tra il 2013 e il 2014 di falso ideologico.
Udienza fissata per il prossimo 28 giugno nel tribunale di Frosinone.

La vicenda
L'inchiesta della procura riguarda la sanatoria di quattro immobili. Nel mirino sono finite le attestazioni sull'esistenza di immobili in costruzione, sulle caratteristiche dei fabbricati per la sanatoria e le perizie giurate asseverate per dimostrare la costruzione in corso. Per l'accusa tali manufatti, non essendo realizzati, non erano condonabili o non erano conformi alle prescrizioni urbanistiche.

Morini, difeso dall'avvocato Sandro Di Meo, è stato rinviato a giudizio per i capi di imputazione di falso ideologico e abuso d'ufficio relativi all'anno del 2017, mentre per il presunto falso relativo alla perizia giurata e all'elaborato progettuale è stata dichiarata la prescrizione per l'ex primo cittadino di Alatri.

«In dibattimento sarà dimostrata l'innocenza dell'ingegnere Morini» ha commentato l'avvocato Di Meo. Sono quindici le persone finite sotto accusa per i condoni edilizi su quattro immobili di Alatri. Rinviati a giudizio anche gli altri imputati, due geometri, un architetto, i responsabili comunali del settore edilizio e del servizio condono, i privati cittadini che hanno presentato le proposte nonché i titolari degli immobili.

Nel collegio difensivo oltre all'avvocato Sandro Di Meo, ci sono Marilena Colagiacono, Fabio Padovani, Christian Alviani, Alioska Baccarini, Rosario Grieco, Marino Iacovacci, Vincenzo Galassi, Marco Martini e Francesca Di Castro.