Il D-day che tutti hanno cerchiato in rosso è il 1° marzo: sarà quella la data in cui Carlos Tavares annuncerà il piano industriale per ciascuno degli stabilimenti Stellantis affidando una mission a ciascuna fabbrica, a partire proprio da quella di Cassino che con l'uscita di produzione di Giulietta e Giulia da ormai quasi sette anni sulle linee, è rimasta con il solo Stelvio a trainare le produzioni e le vendite. Il Suv Grecale della Maserati partirà, da quando si apprende, nel secondo semestre dell'anno ma appartiene comunque al "vecchio" piano industriale, adesso Carlos Tavares dovrà guardare avanti: all'elettrificazione, alla transizione, ai nuovi modelli. Ma prima di guardare avanti, bisogna soffermarsi sull'anno appena trascorso: il 16 gennaio del 2021 è nato ufficialmente il gruppo Stellantis con le nozze tra Fca e Psa.

Le immatricolazioni
Nella giornata di ieri sono arrivati i dati relativi alle immatricolazioni del mercato dell'auto in Europa: le vendite generali in Europa (11,77 milioni) registrano una flessione di circa 4 milioni di unità rispetto al 2019 (-25,5%) e scendono dell'1,5% sul 2020. Stellantis, con tutti i suoi marchi, è il secondo gruppo nel Continente con il 20,2% di quota, identica a quella del 2020, e -1,6% di vendite (oltre 2,378 milioni di vetture). Peggio, nell'anno, ha fatto il capolista gruppo Volkswagen con il mercato sceso del 3,7% (sotto i 3 milioni) e una penetrazione del 25% rispetto al 25,6% del 2020.
Nel suo primo anno, i marchi di maggior successo in Europa, per Stellantis, sono risultati Peugeot come volumi (oltre 724.000 auto) e Jeep, come crescita (+4,1%).

La monoprodotto
Lancia ha pure segnato un +1,5%, mentre Alfa Romeo è stato il marchio che ha sofferto di più: -27,8% cioè poco più di 26.300 tra Giulia e Stelvio immatricolate.
Significa, in sostanza, che Cassino è stato lo stabilimento maggiormente in sofferenza: è dalla fabbrica ai piedi dell'Abbazia, infatti, che vengono "sfornate" le vetture del Biscione. A contribuire fortemente al dato in forte flessione del marchio made in Cassino ci pensa un mese di dicembre particolarmente negativo per il Biscione. Le vetture Alfa Romeo vendute nel solo mese di dicembre in tutta Europa sono state infatti appena 2.706. Un valore che se rapportato al dicembre del 2020 introduce un rallentamento vertiginoso, con un calo pari al 45,4% in meno. Ne deriva una quota di mercato pari allo 0,3%: il dato, rapportato all'intero mercato Europeo, introduce un calo non indifferente visto che il valore rimane di poco inferiore al 22%.

Il complessivo delle vetture immatricolate in Europa in tutto il 2021 dice che le Alfa Romeo vendute sono state 26.322 durante tutta la durata dell'anno. Il riscontro introduce un calo ancora piuttosto netto se si guarda all'anno precedente quando le unità immatricolate furono di poco superiori a 36.000: il saldo negativo prevede quindi una regressione di almeno 10.000 vetture in meno per un calo, rispetto al 2020, pari al 27,8%. Significa, in buona sostanza, che Alfa Romeo, e quindi Cassino chiudono un anno dove, senza dubbio, c'è poco da festeggiare: le vendite sono infatti inferiore a quelle del 2020, anno segnato dall'avvento della pandemia e dalla chiusura totale di circa due mesi con il lockdown che ha paralizzato le produzioni. Il 2021 non è stato l'anno del riscatto, anzi. Andrà meglio nel 2022? Le previsioni non sono rosee, per questo si guarda già oltre e si attende con ansia l'annuncio di Carlo Tavares il 1° marzo.