Non è solo un dato riscontrabile dai report ufficiali, ma una realtà con la quale si combatte ogni giorno. Inserita nel tessuto societario come piaga di fronte alla quale è diventato quasi impossibile fare finta di nulla. E così le prime droghe si vedono smerciare finanche agli ultimi anni delle Elementari, figuriamoci alle Medie.

Si abbassa l'età degli assuntori - terribilmente e senza pudore - e si deve, per forza alzare la guardia per arginare un fenomeno dirompente. Per questo si è deciso di installare, proprio a Cassino, 13 telecamere inserite nel progetto "Scuole sicure" e, in particolare, dinanzi alla struttura del Colosseo di piazza Piave e davanti alle tre scuole Medie "Di Biasio", "Conte", "Diamare". Il protocollo è del 12 dicembre 2020 e porta la firma dell'allora prefetto e del sindaco di Cassino, a seguito di incontri e concertazione.

Un progetto finalizzato alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici. Era stato presentato dal Comune e aveva ottenuto il parere favorevole del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il contributo pari a 21.000 euro è stato erogato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Come è nato il progetto?
«È partito a seguito di segnalazioni da parte delle forze dell'ordine per episodi di spaccio davanti alle scuole», risponde il sindaco Enzo Salera. Che continua: «Su questa base abbiamo concordato un piano con la prefettura per l'installazione di telecamere di video sorveglianza in accordo con le forze dell'ordine, sono strumenti ad alta definizione in grado di poter ben individuare fenomeni di questo tipo».

Scuole Medie, ma anche Elementari. Un fenomeno allarmante?
«Certo che lo è. Ma il progetto, oltre alle telecamere prevede anche la formazione all'interno delle scuole, proprio per coinvolgere i ragazzi. Le telecamere servono per reprimere ma è assolutamente necessaria la formazione a quella età, con corsi specifici all'interno delle scuole. La prevenzione deve andare di pari passo».

E infatti, a completamento del progetto, a breve, sono previsti percorsi formativi di prevenzione e sensibilizzazione del disagio e della devianza legati al consumo di droga, d'intesa con le istituzioni scolastiche e gli assessorati alla Sicurezza, Istruzione e Servizi Sociali, da effettuare attraverso un ciclo di incontri settimanali con gli studenti delle scuole aderenti al progetto.

Come aveva spiegato, qualche giorno fa, l'assessore alla Polizia Locale, Barbara Alifuoco «tenere sotto controllo luoghi sensibili come le scuole individuando tempestivamente fenomeni di delinquenza, microcriminalità e spaccio di sostanze stupefacenti, è un'attività che aumenta il livello di sicurezza sul nostro territorio». Con queste ultime 13, sale a 32 il numero di nuove telecamere installate dal giugno 2019.

«Per Cassino era una occasione che non dovevamo perdere - ha aggiunto il consigliere Riccardo Consales - Adesso ci concentreremo, con l'assessore Luigi Maccaro - agli incontri legati alle dipendenze per fare formazione ed educazione». Ma gli episodi di microcriminalità sono ovunque. «Ed evidenti - continua Consales - abbiamo segnalazioni continue anche durante il sabato e la domenica, non solo legati a schiamazzi ma anche relativi a danni ai condomini». In città così come nei quartieri degradati. Ed è su quelli che si sta rivolgendo, adesso l'attenzione. «Le prossime 14 telecamere, relative a un progetto Regione Lazio vinto l'anno scorso, riguarderanno il quartiere San Bartolomeo. Oltre alle telecamere, ci saranno attività di prevenzione e aggregative. Sarà ristrutturata la sede dell'ex centro anziani, intitolata a Willy, per far partire le attività legate ai ragazzi». Il progetto è stato approvato prima di Natale, a breve ci sarà l'espletamento della gara e a breve si potrà partire con i lavori.

Tra i banchi e nei bagni le "ordinazioni". Gli smerci nelle micro-isole della città
Un possibile deterrente - le numerose telecamere - per un fenomeno, quello dello spaccio, che a Cassino trova una delle principali piazze del sud della provincia, città che aggrega e che calamita giovani e non solo da ogni territorio, area geograficamente vantaggiosa anche come "deposito" di quantitativi di medie dimensioni, perimetro dove acquistare "sballo" anche a pochi soldi è facile e conveniente dato che la varietà dell'offerta. Ma non solo baby assuntori in giro, piuttosto i baby pusher sono ormai un ingranaggio prediletto delle aziende dello smercio che, nonostante, il Covid continuano a fare affari. Perché i clienti pullulano. E tra i banchi di scuola o nei bagni avvengono, spesso, le "ordinazioni" per potersi poi vedere nel pomeriggio, nelle passeggiate in centro o nei due polmoni verdi della città. E nel weekend, oltre a piazza Labriola (dove la videosorveglianza funziona), tante altre micro aree nei dintorni sono diventare appannaggio degli scambi.