Ponte romano "scomparso" da sette anni. A Sant'Elia Fiumerapido, un ponte romano del II sec. d.C è stato letteralmente inghiottito da una impenetrabile foresta di querce in fase di crescita. «Da duemila anni e fino a sette anni fa era perfettamente visibile e transitabile, in località Sant'Elia vecchio, di poco a valle del ponte degli Sterponi» ha spiegato il ricercatore storico santeliano Benedetto Di Mambro. Il ponte scavalca il rio del Mulino ed è alto 80 centimetri, lungo oltre 6 metri e largo 4.

«Lo vidi e lo fotografai proprio sette anni fa mentre stavo scrivendo un libro sui ponti romani della valle del Rapido. Con l'amico Pasquale Cerrone lo liberammo da un folto groviglio di spine ed erbacce ma era lì, bellissimo, sotto i nostri occhi. Ora è irraggiungibile e difficilmente individuabile. Fino al 1829 scavalcava il fiume Rapido che gli scorreva sotto. Dalle tante tombe di epoca romana trovate nei dintorni negli anni '70 ma poi ricoperte da lavori di bonifica, è presumibile che lì sorgesse, duemila anni fa, un pagus (villaggio) romano sostituito successivamente da un villaggio medievale.
Nell'VIII secolo vi fu costruita anche la chiesetta di Sant'Elia profeta dall'abate Apollinare di Montecassino.
Tutto andò distrutto attorno all'anno 860 dalle scorrerie saracene. Il paese, fondato nel 991 dall'abate Mansone, prese il nome proprio dalla chiesetta» spiega ancora Di Mambro.

Il ponte romano di Sant'Elia è ora coperto da una miriade di fusti di querce. «A breve faremo un sopralluogo con il sindaco Roberto Angelosanto aggiunge - anch'egli preoccupato del fenomeno, per studiare con gli operai del Comune in che modo possa essere possibile intervenire. Trattandosi di un prezioso bene archeologico ultramillenario lanciamo un grido di allarme ai tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali perché anch'essi si adoperino per salvarlo».