Si dovrà attendere ancora qualche mese per conoscere gli esiti definitivi del processo a carico dei tre imputati per la morte di Emanuele Morganti, aggredito nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2017 in piazza Regina Margherita ad Alatri e deceduto al policlinico Umberto I di Roma la sera successiva. L'udienza prevista ieri mattina alla Corte di Cassazione di Roma è stata rinviata al prossimo 25 maggio a causa dell'assenza di un giudice relatore.

Emanuele Morganti aveva venti anni e fu pestato dopo una discussione scoppiata in un locale, dove la vittima si trovava con la fidanzata ed alcuni amici, e proseguita al suo esterno. Ad aggredirlo, Michel Fortuna, Paolo Palmisani e Mario Castagnacci, condannati a quattordici anni di reclusione dalla Corte di assise d'appello del tribunale di Roma che, a febbraio 2021, ha riconosciuto agli imputati uno sconto di pena di due anni, rispetto alla sentenza di primo grado emessa dalla Corte di assise di Frosinone. Nel corso del processo, il reato è stato derubricato da omicidio volontario a preterintenzionale. Secondo i giudici, i tre non hanno ucciso il ragazzo.

In base alle perizie, infatti, Emanuele Morganti non sarebbe morto perché picchiato dai tre, ma per aver urtato contro un'auto in sosta, nel tentativo di sfuggire all'aggressione. Un impatto che avrebbe causato una frattura delle ossa del cranio con conseguente emorragia cerebrale. Tutti gli imputati sono liberi per la scadenza dei termini di custodia cautelare in attesa della sentenza che, se confermata, li porterà in carcere.
Il caso ha coinvolto come indagato anche il padre di Mario Castagnacci, Franco, uscito dall'inchiesta con un'assoluzione di primo grado confermata in appello.

Il collegio difensivo è formato dagli avvocati Marilena Colagiacomo, Tony Ceccarelli, Angelo Bucci, Emanuele Carbone, Christian Alviani e Giosuè Bruno Naso.
La famiglia Morganti, parte civile, è rappresentata dall'avvocato Enrico Pavia.