Era il 18 giugno 2021 quando in un incidente in autostrada perse la vita il ferentinate Giuseppe Maggi.
Morì carbonizzato nella cabina dell'automezzo pesante che stava guidando durante il suo lavoro. Pino, per gli amici, aveva 55 anni. La Procura della Repubblica di Civitavecchia ha richiesto una proroga del termine della conclusione delle indagini preliminari ancora in corso. Gli inquirenti intendono approfondire quanto accaduto quel giorno lungo la A12, al km 63,700, fra Tarquinia e Civitavecchia Porto, dove si consumò la tragedia.

Sono stati iscritti nel registro degli indagati la ditta di legname di Ferentino per la quale lavorava l'autista scomparso e il suo responsabile, per il reato di omicidio colposo (art. 589 c.p.) per violazione delle norme sulla tutela del lavoro. Il pm della Procura presso il tribunale di Civitavecchia ora ha fatto richiesta al gip della proroga di 6 mesi del termine delle indagini preliminari. L'azienda coinvolta e il titolare si sono affidati in sede giudiziaria all'avvocato di fiducia Antonio Ceccani, mentre la famiglia Maggi è difesa dall'avvocato Alfredo Frasca.

Ha destato sconcerto e dolore a Ferentino la notizia che rimbalzò nella città ciociara dopo poche ore dall'incidente. L'autista ferentinate, che aveva iniziato il nuovo lavoro da poco tempo, rimase incastrato nella cabina che andò a fuoco dopo l'impatto con il guard-rail.
Maggi aveva raggiunto la provincia di Viterbo per un carico di legname. In mattinata stava facendo ritorno a Ferentino, ma dopo pochi minuti dalla partenza sulla A12 incontrò la morte atroce.

Il camion che guidava si ribaltò con tutto il carico di legna, che andò sparsa sulla carreggiata, sembrerebbe dopo lo scoppio di uno pneumatico (il particolare è in fase di accertamento), e la cabina s'incendiò. Per Pino non ci fu niente da fare purtroppo. Il suo corpo carbonizzato venne estratto dai vigili del fuoco intervenuti insieme alla polizia.