Un rientro al lavoro praticamente normale. Il timore che ci potesse essere un surplus di assenze per via del Covid è stato scongiurato. Al momento! Lungo le linee di montaggio assenze pari al 4%, dunque, non c'è stato lo spostamento verso il montaggio da parte delle altre unità. In una recente nota aziendale, infatti, si ipotizzava che, nel caso di un numero elevato di assenze, tutte le unità fossero dirottate al montaggio.
Finché necessario. Ma ieri, dopo quasi un mese di stop forzato per le tute rosse di Cassino Plant, questo scenario non si è affatto palesato. E ognuno ha ripreso l'attività lavorativa nel proprio reparto. Ma come in ogni altra realtà si naviga a vista e l'incognita pandemica aleggia in ogni ambiente. Ma non è neppure l'unica.

La crisi dei chip, chiaramente, non è stata ancora superata e la produzione dei modelli Alfa Romeo potrebbe continuare a singhiozzo già a partire dalla seconda metà del mese di gennaio. Si è visto durante l'anno appena lasciato alle spalle. La mancanza dei semiconduttori ha caratterizzato continui blocchi della produzione, con un taglio di oltre un terzo delle giornate lavorative. Non è certamente addebitabile tutto ai microchip, anche i cali del mercato dell'auto hanno avuto la loro parte. E il mancato appeal soprattutto di Giulia.

Quel che ne sarà di Cassino si scoprirà il primo marzo del 2022 con nuovo piano industriale, il primo dell'epoca Stellantis. A sentire gli analisti, il segmento C potrebbe veder sfrecciare ancora un altro modello, di lusso chiaramente ed elettrico. Intanto si attende di vedere come inizierà il suo cammino nelle vendite il Grecale.