Era destinata a diventare una manager nel campo turistico, facendo valere la sua passione per i viaggi e la conoscenza delle lingue. Ma il "viaggio" che la giovanissima Isabella Marrocco, 28 anni, originaria di Fondi, ha deciso di intraprendere per tutto il resto della sua vita sarà ancor più profondo, più intimo e personale.

Sarà il "viaggio" di una nuova consorella benedettina, perché da sabato scorso Isabella è suor Maria Speranza di Gesù Ostia. Con una scelta maturata nel tempo, di sicuro non molto attuale, la giovane ha emesso la sua professione solenne nella chiesa di Santo Stefano, davanti al vescovo diocesano monsignor Lorenzo Loppa e alla presenza di famiglia e affetti più cari. Ma cosa ha spinto Suor Maria Speranza ad una scelta così radicale?. È lei stessa a raccontarsi:

«Chi ero? Una ragazza come tante, con una vita normale. Cosa facevo? Studiavo, lavoravo, uscivo e a Gesù non ci pensavo molto. Vivevo con buoni valori ma, a causa degli impegni, andavo poco in chiesa. Mi sono diplomata al turistico, ho studiato le lingue per lavorare e viaggiare e il Signore mi ha chiamata alla clausura».

La ricerca assidua di un qualcosa di grande e superiore l'ha spinta a prendere i voti: un debole assenso iniziale, che poi si è trasformato in un "sì" convinto, un "sì che «come grano sotto il sole è maturato». «Ci tenevo alla mia libertà, ad essere indipendente e il Signore mi ha insegnato l'obbedienza. Mi piaceva studiare e il Signore mi ha chiesto di mettermi alla sua scuola come discepola. Avevo spesso la musica alle orecchie e ho scoperto la bellezza del silenzio davanti al Tabernacolo», aggiunge.

Silenzio che però non disdegna i mezzi contemporanei: Suor Maria Speranza si occuperà del sito internet e della pagina Youtube del monastero per spiegare com'è la vita di una suora di clausura. Il suo cammino che l'ha portata tra le mura del monastero della Santissima Annunziata non è stato però facile, ma irto di difficoltà: «Ho cercato di mettere scuse e ostacoli a questa chiamata inaspettata ma solo nel pronunciare "sia fatta la tua volontà!" ho sentito tanta pace. La vocazione è un mistero. Pochi hanno compreso, i più vicini mi hanno voltato le spalle perché volevo seguire Gesù», dice. Alla cerimonia, in cui suor Maria Speranza ha dispensato tanti sorrisi, il vescovo ha detto: «Il monastero fa oggi il pieno di energia e speriamo che questa professione sia foriera di altre vocazioni».