Sabato in tarda mattinata la notizia che si è abbattuta come una mannaia su studenti, docenti e famiglie: scuole chiuse fino a lunedì 17, almeno fino a quella data, forse anche oltre. Da oggi tutti in dad. Obiettivo primario, in questo momento di forte recrudescenza dei positivi, è quello di cercare di frenare l'impennata e di tutelare a partire dalle scuole, luoghi "affollati" dove i piccoli, soprattutto quelli che ancora non si sono vaccinati, rischiano di prendere il covid e trasmetterlo ad altri. Tutto correttissimo, se non fosse che poi, dopo poche ore, con il buio, in città si siano riversate migliaia di persone, prima poche, poi sempre di più.

Poco più che adolescenti, tanti ventenni e trentenni ma anche persone molto più grandi. Davanti ai locali musica non troppo alta ma tavoli strapieni e comitive tranquillamente sedute a sorseggiare calici di vino, prosecchi, spritz e cocktail. Il virus pare sia astemio e quindi, secondo "beninformati" non serpeggi tra i tavoli di bar e locali. Inutile dire che le foto della serata hanno fatto il giro delle chat inondando i social e creando non pochi malumori. I bambini, i ragazzi, i docenti e le famiglie sono disposte a fare sacrifici, ma se questi sacrifici sono annientati e resi inutili dal comportamento strafottente del resto della società, allora le cose non vanno affatto bene.

«Dove sono i controlli, perché per queste persone non ci sono ordinanze o limiti» ha tuonato Francesca, madre, professionista. Una mamma come tante che sta facendo i conti con non pochi problemi emotivi dei propri figli, costretti in casa nel terrore da mesi.
Molti i piccoli che si stanno recando negli hub per ricevere la propria dose di vaccino, infila, alcuni timorosi, altri più coraggiosi, dopo l'inocula zione si mettono in posa vicino alle mascotte della Asl. Ma a che serve il loro impegno se gli "adulti" non ci mettono un po' di buona volontà? Da mettere in conto ci sono le necessità dei commercianti, dei titolari di attività, ma i bisogni dei piccoli non possono essere messe sul terzo gradino di questo amaro podio. Come gli adulti hanno bisogno di vedersi e aggregarsi, anche i ragazzi ei bambini hanno le stesse necessità. Ma a loro basterebbe andare a scuola e ascoltare la voce delle maestre in presenza e non attraverso un pc o vocali sulle chat di classe. Le regole ci sono e devono rispettarle tutti, altrimenti ogni chiusura o restrizione imposta a una parte della società non salverà da nessun virus, soprattutto da quello dell'indifferenza e della responsabilità