«Atina, 1° gennaio 1942: nasceva l'ultimo imbattibile, l'ultimo guerriero del pugilato italiano. A te, nostro concittadino, che hai fatto dell'umiltà il tuo segno distintivo, auguriamo buon compleanno e felice anno nuovo». Questo il messaggio di auguri postato a Capodanno sul sito del Comune di Atina al quale subito si sono associati tanti concittadini del grande campione di pugilato Bruno Arcari.

Solo che da Genova, città dove Arcari vive dalla fanciullezza, giungono notizie poco rassicuranti sul suo stato di salute e in generale, tanto che le istituzioni sportive e governative si stanno interessando al caso su cui è intervenuto l'ex presidente della Federazione pugilistica italiana, Franco Falcinelli, augurandosi che ad Arcari venga concesso il contributo previsto dalla legge Onesti per meriti sportivi, con il sottosegretario allo sport Valentina Vezzali che è già al corrente della cosa.

Inutile dire che ad Atina, dove vivono i suoi parenti più prossimi, le notizie che giungono da Genova tengono tutti in ansia. Era il 26 gennaio del 2014 quando gli atinati poterono ascoltare in diretta al telefono la voce del grande campione: in quell'occasione si svolse la presentazione di un libro di Vincenzo Belfiore "La boxe in Ciociaria 1923-2013", che si tenne nel salone del palazzo Ducale, e ai saluti finali il numeroso pubblico presente in sala tributò a Bruno Arcari un lungo applauso di saluto e di affetto. Quella di questi giorni, tuttavia, è un'altra sfida che vede Bruno Arcari combattere con tutte le sue forze come quando calcava il ring, lo stesso ring più volte testimone delle imprese de "l'ultimo guerriero del pugilato italiano".