Indagini a 360 gradi per risalire agli esecutori materiali del danneggiamento al Caffè Minotti, dove lunedì mattina, prima dell'alba, due persone con il volto coperto hanno mandato in frantumi le vetrine del noto locale di via Marittima. Tre giorni prima l'aggressione denunciata dal titolare, Vincenzo Minotti. Arrestato l'altro ieri Ernesto Barile, quarantenne residente nel capoluogo. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli. Il personale della Squadra Mobile della Questura di Frosinone ha dato esecuzione all'ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di Barile che era sottoposto agli arresti domiciliari.

L'uomo, infatti, inottemperante a quanto disposto dal tribunale, stando alle accuse, la sera della vigilia di Natale è evaso dal proprio domicilio e ha raggiunto il Caffè Minotti dove ha aggredito il proprietario. Le indagini scattate nell'immediatezza, grazie anche alla denuncia di Minotti, hanno permesso di identificare l'aggressore e arrestarlo. A denunciare l'accaduto, anche attraverso i social, è stato proprio Vincenzo Minotti, con un post pubblicato su Facebook.

«Alla vigilia di Natale ho subìto un'aggressione da un noto delinquente che vuole mettere in soggezione me e la mia famiglia - ha scritto nella tarda serata di venerdì scorso -. Ho già allertato le forze dell'or dine. Basta, basta, basta con i soprusi e le minacce ripetute».
«Non si è trattato di un semplice dispetto ma di un'azione estorsiva in piena regola», ha dichiarato l'avvocato Giampiero Vellucci a cui la famiglia Minotti si è rivolta. Sono state acquisite le immagini di videosorveglianza interne e quelle esterne di proprietà del Comune. Dai primi accertamenti è emerso che due persone hanno raggiunto lunedì alle 5.18 l'esterno del locale e hanno spaccato le vetrine. Le indagini proseguono senza sosta.