Il 13 maggio scorso, con un post su Instagram, ha minacciato e offeso il leader della Lega Matteo Salvini, i figli e la compagna. È finito così nei guai, denunciato per diffamazione aggravata, un ventitreenne di Ferentino. Fissata per il prossimo 28 gennaio l'udienza in camera di consiglio del tribunale di Frosinone. Il giudice deciderà se archiviare definitivamente, far proseguire le indagini ovvero disporre l'imputazione coatta.

I fatti
Il 15 luglio scorso, al ferentinate, mentre era in aeroporto a Ciampino, pronto per ripartire e raggiungere l'Irlanda dove lavora, è stata notificata l'elezione di domicilio, denunciato per diffamazione aggravata nei confronti di Salvini. "A Salvini gli devono piazzare una bomba che gli fa saltare in aria la casa...Così si cuce la bocca su certe tematiche, sto fascista...".Questo il post scritto a maggio. Poi la lettera di scuse. «Purtroppo quel giorno in cui ha pubblicato quel becero post sul social network, è stato preso da una ingiustificata ira, cattiveria, ad oggi inspiegabile le parole scritte nella lettera dall'avvocato Antonio Ceccani, difensore del ferentinate Il giovane si è amaramente pentito di quanto ha pubblicato poiché ha mancato di rispetto, ha offeso, denigrato e manifestato odio, senza alcun motivo». Scuse, però, non accettate da Salvini.

Anzi, il primo settembre scorso davanti alla richiesta di archiviazione del pm, il leader della Lega ha pubblicato un post sulla pagina Facebook e su Instagram: «Fatemi capire, uno può minacciare di morte me, i miei figli e la mia compagna, e per il pm va bene così? Andate a firmare i referendum sulla Giustizia, solo gli italiani possono mettere fine a questa vergogna». Tra un mese l'udienza in camera di consiglio. Il ferentinate deve rispondere di diffamazione aggravata nei confronti di Salvini.