Un positivo ogni nove tamponi in Ciociaria. Intanto il Lazio è ad un passo dalla zona gialla. Il tutto mentre la campagna di vaccinazione prosegue senza soste: è iniziata esattamente un anno fa. Il 27 dicembre 2020 a livello regionale, il 29 dicembre in Ciociaria. Questa particolare fase della quarta ondata è delicata e potrebbe perfino essere decisiva per il contrasto alla pandemia.

Rischio cambio di colore
Ricordiamo che si va in zona gialla quando il tasso delle terapie intensive supera il 10% e contemporaneamente l'area medica va oltre il 15%. Mentre si va in zona arancione quando il tasso delle terapie intensive supera il 20% e contemporaneamente l'area medica supera il 30%. In un'intervista al quotidiano La Repubblica l'assessore alla sanità Alessio D'Amato ha risposto alla domanda "questa sarà l'ultima settimana in zona bianca?". Così: «Sì, i numeri ci sono, nella prima settimana di gennaio è molto probabile che avverrà il cambio di zona e passeremo al giallo. Per me è auspicabile».

E ancora: «Quello che intendo dire è che la zona gialla ha un impatto a livello psicologico, è un segnale di attenzione che arriva all'opinione pubblica e che spinge al rispetto delle regole. In realtà poi è come se stessimo in zona gialla dato che c'è già l'obbligo delle mascherine all'aperto. Per cui non bisogna farne una grande tragedia. E poi alla fine della prossima settimana in zona gialla ci andrà tutta Italia».

Tra le prescrizioni della zona gialla, relativamente alla ristorazione, c'è quella che le tavolate al chiuso, anche con super green pass, sono proibite a nuclei di non conviventi superiori alle quattro persone. Non resta però che attendere la decisione dell'Istituto Superiore di Sanità, che ci sarebbe venerdì 31 dicembre. E sabato 1° gennaio il Governo trasformerebbe la decisione dell'Iss in provvedimento.

L'Italia ha raggiunto il 12% per l'occupazione dei posti in terapia intensiva superando così la soglia critica fissata al 10%. L'occupazione in area medica ha toccato il limite massimo fissato dai parametri al 15% con un aumento dell'1%. È emerso dal monitoraggio quotidiano dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), sulla rilevazione dei dati del 26 dicembre.
Sono 9 le regioni che superano le soglie critiche in entrambi i parametri (intensiva e area medica): Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, province autonome di Bolzano e Trento, Piemonte e Veneto.

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