Frana di San Michele, continuano le verifiche. Prima di Natale un nuovo sopralluogo con i tecnici, anche all'interno di alcune abitazioni. Ora l'acquisizione dei dati del monitoraggio effettuato nei mesi scorsi in relazione ai valori forniti dai tubi inclinometrici che servono proprio per misurare gli spostamenti del terreno. Tubi posizionati quando vennero effettuati i primi sondaggi, nel mese di gennaio.

«Sistemi di monitoraggio che serviranno - spiega Riccardo Consales, consigliere comunale di Cassino con delega all'Ambiente - che nel complesso serviranno anche a capire come e quanto si sta muovendo il terreno».

La frana di San Michele, lo ricordiamo, è la zona più critica su cui intervenire. Il finanziamento è stato richiesto nel 2019 e lo scorso anno sono stati assegnati cinque milioni di euro che serviranno ai lavori previsti su "cinque quadranti": via Montemaggio, Caira, San Michele, via Pinchera, Sant'Angelo.

Per la zona di San Michele, ancora interrotta dopo il vasto smottamento (presa visione dei dati di monitoraggio riferiti all'inizio delle attività) si procederà con un confronto con i dati raccolti negli ultimi mesi - da marzo ad oggi - per poter fare una previsione di intervento. I dati risulteranno necessari a stabilire con scientifica precisione a che profondità si sta muovendo il versante, ma non dovrebbero esserci "campanelli d'allarme".

«Si tratta di dati fondamentali per la realizzazione della progettazione finale che prevede l'installazione di pali» aggiunge Consales. Interventi previsti sia a monte che a valle della strada. Nelle prossime settimane verrà concluso il progetto esecutivo che poi avrà bisogno dell'autorizzazione sismica. Tra metà febbraio e il mese di marzo si potrà procedere con l'avvio dei cantieri. Ma, nel frattempo, proseguiranno le attività: in quindici giorni, ad esempio, è atteso un modello del progetto definitivo. Si accelera.