Il momento è delicato e l'assessore Alessio D'Amato ha fatto il punto della situazione alla sua maniera: senza filtri. L'effetto Omicron sta iniziando a pesare in questa quarta ondata. E la strategia non ammette dubbi: corsa alla terza dose per evitare nuovi focolai e reinfezioni. Ha detto D'Amato: «I casi sono in aumento con una crescita al momento lineare. Questo non deve spaventarci, sono gli effetti della variante Omicron contro la quale dobbiamo correre velocemente con la vaccinazione. E invito coloro che non si fossero ancora prenotati a farlo, poiché il rischio di severe complicanze dei non vaccinati è molto elevato».

Il Lazio resta in bilico, dal colore bianco verso giallo. Ricordiamo che si va in zona gialla quando il tasso delle terapie intensive supera il 10% e contemporaneamente l'area medica supera il 15%. Mentre si va in zona arancione quando il tasso delle terapie intensive supera il 20% e contemporaneamente l'area medica supera il 30%. Il Lazio, insieme alla Lombardia, rischia il giallo. Questi i dati al 24 dicembre: terapie intensive al 10,3% e area medica al 14,3%. Intanto il dottor Giancarlo Pizzutelli, direttore del Dipartimento della Prevenzione della Asl di Frosinone, ha chiarito alcuni punti su come affrontare al meglio la pandemia in questa fase.

Spiegando: «I sintomi di Covid-19 variano molto e vanno dall'assenza degli stessi (essere asintomatici) a febbre, tosse, mal di gola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare. I casi più gravi possono presentare difficoltà respiratoria ingravescente e polmonite.
Spesso si verifica perdita improvvisa o diminuzione dell'olfatto e del gusto (ageusia). Altri sintomi meno specifici possono includere cefalea, brividi, mialgia, astenia, vomito e/o diarrea». Cosa occorre fare in presenza di sintomi? Rileva Pizzutelli: «Per prima cosa avvertire il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta (a seconda dell'età) che provvederà a prescrivere l'eventuale terapia ed un tampone diagnostico. Nel frattempo il caso sospetto dovrà autoisolarsi in attesa del responso del tampone».

E se il tampone è positivo? Dice Pizzutelli: «In caso di responso positivo del tampone il soggetto verrà posto in isolamento. Quest'ultimo avrà una durata differente per casi asintomatici o sintomatici. Per gli asintomatici durerà per un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test). Per i sintomatici durerà almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test). Se una persona è a conoscenza di essere stato in contatto con un positivo? I contatti stretti di un caso confermato Covid-19, in attesa di essere contattati dal Dipartimento di

Prevenzione della Asl, possono rivolgersi al proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta o alla continuità assistenziale (ex-guardia medica). Il Dipartimento, anche e soprattutto in base alla propria attività di contact tracing, disporrà la quarantena.
Quest'ultima avrà una durata di almeno 7giorni (per coloro che sono stati vaccinati con almeno 2 dosi da almeno 14 giorni) o 10 giorni (per gli altri soggetti) dall'ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test antigenico o molecolare con risultato negativo.

Il "contatto stretto" (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è definito come: 1) una persona che vive nella stessa casa di un caso Covid-19; 2) una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso Covid-19 (per esempio la stretta di mano); 3) una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso Covid-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati); 4) una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso Covid-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti; 5) una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso Covid-19 in assenza di DPI idonei; 6) una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid-19».