Nessuna novità saliente dalla riunione della commissione comunale (amministrazione, Asl ed ente "Lisi") che si è svolta ieri pomeriggio sulla situazione della casa di riposo "G. B. Lisi": l'ordinanza di chiusura resta ancora valida per il momento, con l'Asl che si è presa un supplemento di tempo (fino a giovedì 30 dicembre) per valutare il piano di lavori proposto dall'ente per ovviare alle carenze di manutenzione evidenziate.

L'incontro è durato pochi minuti, anche se l'impressione generale è che tutte le parti in causa vogliano trovare una soluzione alle problematiche emerse. Intanto, nella vicenda irrompe l'ex presidente della casa di riposo, Angelo Pietrobono, autore di una lunga nota nella quale contesta l'ordinanza di chiusura e chiede al sindaco Maurizio Cianfrocca di aiutare l'ente "Lisi" con tutti i mezzi possibili.

"L'ordinanza - scrive Pietrobono - è, dagli atti che ho potuto esaminare, oltre che nulla per carenza di motivazione ed eccesso di potere, del tutto illegittima poiché emessa senza i presupposti dettati dalla Legge regionale 41 del 2003 per l'emanazione della sanzione di chiusura dell'attività. Se il problema è l'autorizzazione, ricordo al sindaco che la casa di riposo, essendo esistente già prima dell'entrata in vigore della legge citata, per continuare legittimamente ad erogare le prestazioni doveva solamente richiedere la nuova autorizzazione e non ottenerla. Se invece il problema sono i servizi igienici, essi non devono rispettare i requisiti tecnici prescritti dalle norme sulle persone diversamente abili, ma devono solo garantire l'accesso a persona su sedia a ruote".

Pietrobono aggiunge di "non voler credere alle voci secondo le quali l'amministrazione stia facendo tutto ciò per sottrarsi ai debiti pregressi e agli impegni economici annuali verso la casa di riposo. Faccio, anzi, appello al sindaco affinché revochi l'ordinanza e corrisponda alla casa di riposo, oltre a quanto dovuto, anche un contributo straordinario per consentirle di eseguire i lavori di miglioramento".