Valutare gli effetti dell'inquinamento sui bambini.
È l'obiettivo dell'indagine che interesserà il bacino del Sin Valle del Sacco. Ieri, la giunta regionale ha approvato il protocollo operativo "Coorte di nati nel Sin Valle del Sacco".

«In accordo con il ministero della Transizione ecologica - si legge in una nota della Regione - e con un investimento di 500.000 euro verrà sostenuto il progetto per arruolamento e follow-up, a completamento dell'indagine epidemiologica già avviata nel bacino del fiume Sacco, con l'obiettivo di indagare anche l'eventuale effetto dell'esposizione ambientale e degli stili di vita durante la gravidanza in donne residenti in quest'area ad elevato tasso di inquinamento (un progetto già promosso solo in altre 5 città italiane)».

Dei fondi, 150.000 euro andranno alla campagna di comunicazione, che prevede la definizione dei materiali informativi e di promozione dello studio. Un contributo di 350.000 euro verrà impiegato per studio, coordinamento, arruolamento e gestione della coorte di nati, che include anche il reclutamento delle donne in gravidanza.

«Le coorti di nati - informa la Regione - saranno arruolate nei principali centri nascita dell'area,come l'ospedale di Frosinone e l'ospedale di Palestrina».
L'assessore regionale Massimiliano Valeriani evidenzia: «Insieme alle attività di bonifica delle aree della Valle del Sacco, l'amministrazione Zingaretti ha promosso anche un progetto di valutazione sulle condizioni di salute dei bambini, che sono nati in questo territorio, per conoscere gli eventuali rischi ed effetti provocati dall'esposizione ambientale».

La consigliera regionale Sara Battisti parla di «un punto importante della strategia messa in campo per il risanamento ambientale della valle, perché permetterà di approfondire lo stato di salute dei più piccoli in questo territorio».

La cronistoria
Nel marzo 2005 è stato riconosciuto lo stato di emergenza ambientale per la valle del fiume Sacco a causa della presenza di livelli di beta-esaclorocicloesano superiori ai limiti di legge in campioni di latte e su foraggi. Il dipartimento di epidemiologia del Lazio rilevava «un inquinamento ambientale di ampia estensione legato alla contaminazione del fiume Sacco da discariche di rifiuti tossici di origine industriale (contaminazione delle acque e utilizzo a scopo irriguo) a cui sono stati esposti gli animali di interesse zootecnico e la popolazione umana. Per valutare lo stato della salute della popolazione in rapporto alle esposizioni ambientali, la Regione Lazio ha promosso nel 2006 il progetto "Salute della popolazione nell'area della Valle del Sacco" coordinato dal Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio».

Lo studio ha evidenziato un aumento della concentrazione di beta-esaclorocicloesano all'aumentare dell'età, per i residenti entro un chilometro dal fiume Sacco. Tra il 2010 e il 2012 è stata eseguita la prima fase del programma di sorveglianza sanitaria rileva il Dep che includeva «la determinazione dei parametri ematochimici relativi alla funzione midollare e ai parametri di infiammazione, al diabete e al metabolismo dei lipidi, alla funzionalità epatica, alla funzionalità renale, agli ormoni sessuali, alla funzionalità surrenalica. Tra il 2013 ed il 2015 è stata eseguita la seconda fase della sorveglianza. È stata eseguita una nuova analisi incentrata sul ruolo dei singoli cibi prodotti nella zona per valutare l'esistenza di una specifica modalità di contaminazione».

Approfondito anche lo studio degli effetti dell'inquinamento «sulla salute cardiovascolare e sulla sindrome metabolica».