Corruzione elettorale a Piedimonte, la procura di Cassino presenta appello per l'ipotesi associativa decaduta in udienza preliminare. Mancano alcune notifiche e slitta tutto: si torna in aula il 23 marzo prossimo alle 12. A poco più di un anno dalla decisione del gup Di Croce, lo ricordiamo, si era tornati in aula. All'inizio di dicembre del 2020 tutti i coinvolti nell'inchiesta "Cinquecento" vennero prosciolti perché il fatto non sussiste in merito all'ipotesi di associazione a delinquere; rinviati a giudizio per i contestati episodi per corruzione elettorale.

Poi l'appello del pm Alfredo Mattei e la fissazione nelle scorse ore a Roma dell'udienza in cui verrà discusso il passaggio, affatto secondario. Nell'inchiesta furono coinvolti il sindaco di Piedimonte San Germano, Ferdinandi, il suo vice Capuano, l'ex sindaco Nocella e l'imprenditore Varlese, chiamati a rispondere del voto di scambio. Ma anche alcuni elettori.

Sotto la lente le promesse di posti di lavoro in cambio di voti ipotizzate dagli inquirenti. La richiesta di riunire i due filoni è finita nelle mani del presidente Capurso. E il prossimo 3 febbraio è stata fissata la data per riunire i tronconi davanti al giudice Falchi Delitala. Poi a marzo l'appello proposto dalla procura di Cassino.