Gli edifici in abbandono nel centro di Ferentino, più di una volta interessati dal fuoco, fanno pensare a qualcosa di anomalo. Non s'incendiano certamente da soli, anche perché senza più elettricità, ed allora vien da chiedersi: si trasformano in ricoveri di vagabondi o comunque di senzatetto, oppure di tossici o semplicemente ragazzacci? Tutto è possibile. Lo fa pensare qualche situazione particolare degli ultimi tempi. Ieri l'altro le fiamme hanno interessato palazzo Macioti, un grande edificio abbandonato in pieno centro, in via Porta Maggiore, accanto all'ex ospedale oggi Casa della Salute, alla sede operativa del 118 e all'abbazia di Santa Maria Maggiore.

Alcuni passanti hanno visto il fumo uscire dalle finestre al primo piano dello stabile, laddove una volta era attivo il laboratorio analisi dell'ospedale, e hanno telefonato immediatamente ai vigili del fuoco. Ed è stato proprio grazie ai pompieri intervenuti in via Porta Maggiore, insieme alla polizia locale, se l'incendio non si è esteso all'intero palazzo dove ci sarebbero cartacce e vecchie scaffalature. Altri episodi come questo si sono già consumati in vecchie strutture in abbandono, come per esempio in un rudere nei pressi della Circonvallazione, nell'edificio dell'ex scuola Paolini in via Circonvallazione e in una vecchia casa nella parte alta di Ferentino.

In tutte le circostanze si è reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco che hanno scongiurato il peggio. Locali disabitati o senza più servizi, nel degrado, potrebbero richiamare persone particolari che, magari, non avendo un tetto sotto cui dormire, potrebbero arrangiarsi come possono e, non da escludere, per difendersi dal freddo di questi tempi, accendendo qualsiasi cosa all'interno per potersi riscaldare, rischiano grosso.

Sono solo ipotesi e molto probabilmente la vicenda è al vaglio delle forze dell'ordine. Luca Zaccari, consigliere comunale di opposizione, insiste come spesso ha riferito in consiglio comunale: «Purtroppo a Ferentino, vandali a parte, sussiste una grave situazione sociale legata anche alla tossicodipendenza che è dilagante e angosciante».