Accusato di violenza sessuale finisce in tribunale per rispondere di un reato terribile, la sentenza di non luogo a procedere arriva dopo dieci anni. Lo ha deciso ieri il gup del tribunale di Cassino, il dottor Domenico Di Croce che, con una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di un sessantenne di Isola del Liri ha messo fine a un vero e proprio incubo. L'uomo, costretto a difendersi dall'infamante accusa di violenza sessuale aggravata e lesioni nei confronti di una cittadina straniera, aiutante domestica, ha vissuto dieci anni di inferno, proclamandosi sempre innocente.

Una situazione difficile che non ha minimamente intaccato i rapporti con la moglie e i familiari ma che ha reso gli ultimi dieci anni a dir poco difficili. Secondo le accuse mosse a suo carico, l'uomo avrebbe abusato della domestica. Ma lui ha sempre negato, professandosi innocente. A mettere insieme i pezzi della complessa situazione sono stati i suoi avvocati Cinzia Mancini del Foro di Cassino e Fabio Quadrini, del Foro di Frosinone.

Il giudice ha pienamente concordato con la linea difensiva proposta dai legali di fiducia, tesa a far emergere le numerose contraddizioni e incongruenze nei racconti della presunta vittima. I difensori, richiamando principi delle Corti di Giustizia europee che hanno sancito il diritto dell'accusato ad avere un confronto con il proprio accusatore hanno lamentato la limitazione dei diritti di difesa dovuta dalla prolungata assenza sul territorio italiano della vittima, la quale era incorsa in contraddizioni insanabili, smentite dalle emergenze istruttorie.

I legali del pensionato hanno sostenuto attraverso mirate indagini difensive che l'intera vicenda fosse stata ideata dalla persona offesa per un ritorno economico: un ricatto vero e proprio. Soldi in cambio del silenzio sulla presunta violenza. Ma, poiché di violenza non c'era alcuna traccia, il pensionato non ha mai abbassato la testa e la domestica lo ha denunciato, dando il via al procedimento. Ci sono voluti dieci anni e una complessa indagine difensiva degli avvocati Mancini e Quadrini per porre fine a un vero e proprio incubo.