Truffe, le vittime potrebbero essere spiate prima di tentare il colpo. Un'ipotesi affatto campata in aria se si analizzano i casi tra tentati e consumati che si registrano anche tra Cassino e il Cassinate. Come se i malviventi avessero incamerato informazioni utili su spostamenti, abitudini di vita, accadimenti familiari prima di agire. Un po' come avviene in tutta Italia, dove più di un'indagine ha rivelato come spesso bande ben organizzate composte da "frontman", vedette e spesso anche da basisti non colpiscano a caso ma utilizzando precisi algoritmi che selezionano all'interno di zone mirate i nomi degli anziani residenti o delle persone sole o fragili. È da lì che partono per masticare e digerire frammenti di vita, guardando come dal buco di una serratura: sanno i nomi dei figli, dei nipoti, gli spostamenti e le abitudini.

Sanno (se non si tratta di una fortuna sfacciata) pure quando in casa possono esserci soldi da raggranellare. Come accaduto alcune settimane fa a Cassino, nella zona industriale. I lestofanti hanno chiamato a casa di una vedova nell'orario esatto in cui la pensionata riceveva la telefonata del figlio, fuori per lavoro. Hanno chiesto alla pensionata fingendosi appunto il figlio di consegnare i soldi per un pacco importante che stava per arrivare, affermando di aver già dato un anticipo. E quando la signora ha sollevato dubbi sul tono della voce, con qualche intercalare dialettale hanno detto che era "solo" colpa del raffreddore. Poi hanno chiamato con un'altra voce sebbene fosse la stessa persona, ferma fuori dall'abitazione della vittima dicendo di essere il corriere (così come annunciato dal sedicente figlio) e si sono fatti consegnare i soldi che la vedova aveva in casa per finire di pagare tutte le spese del funerale del marito. Non solo.

Afferrati i soldi, poco dopo, sono tornati indietro chiedendone altri, adducendo scuse sulla cifra finale.
Soldi che la donna non aveva. E sono andati via.
Forte l'amarezza quando il figlio, quello vero, si è presentato a casa mentre sarebbe dovuto essere (secondo la chiamata precedente) fuori per lavoro, come sempre. Immediata la denuncia alla polizia che è al lavoro. Purtroppo non l'unica: di poco precedente il raggiro ai danni di un'anziana cassinate alla quale i malfattori hanno chiesto la fede nuziale, ricordo del suo amato marito defunto, per saldare la spesa di un nipote.
Come sempre ricordato anche dai carabinieri di Cassino che hanno tenuto con don Benedetto una lezione antitruffa nel centro anziani non si deve mai cedere alle richieste. Alla prima chiamata anomala, in cui vengono chiesti soldi o monili, bisogna digitare il 112. E non permettere ai balordi in azione di mettere a segno il colpo. Negli ultimi tempi i casi tra tentati e riusciti sono in aumento. Massima prudenza.