Bulli anche durante la didattica a distanza. Prima che il professore entrasse nella class room per la lezione, aprivano i microfoni e lo insultavano. Sono alcune delle accuse a cui devono rispondere i giovani finiti nei guai per stalking e danneggiamento aggravato.

Il gip ha disposto l'imputazione coatta nei confronti dei tre indagati, due di Alatri e uno di Frosinone, finiti nei guai insieme ad un quarto ragazzo alatrense, all'epoca dei fatti minorenne, per aver preso di mira un loro compagno dell'Itis "Don Morosini" di Ferentino. A denunciare gli episodi è stato il padre della vittima minorenne all'epoca dei fatti.

Il gip ha accolto l'opposizione del legale a cui si è rivolto il genitore, l'avvocato Antonio Ceccani. È stata rigettata per due volte la richiesta di archiviazione del pm per stalking e danneggiamento. L'altro ieri l'imputazione coatta disposta dal gip nei confronti dei tre ragazzi, mentre la posizione del quarto è al vaglio del tribunale per i minorenni.

La ricostruzione
Scherzi di cattivo gusto, come ad esempio l'astuccio e il diario buttati via, i lanci di carta e le frasi offensive. È quanto denunciato dal genitore ai carabinieri, riferendo che il figlio era vittima dei bulli a scuola. I fatti contestati risalgono al 2019 quando la vittima, stando alle accuse, era diventato il bersaglio di alcuni studenti all'Itis di Ferentino. Addirittura, sempre stando alle accuse, gli atti di bullismo erano proseguiti anche al di fuori dell'istituto scolastico. A una festa di compleanno, in un locale della provincia, lo studente si ritrovò la sua minicar in sosta danneggiata.

Sempre stando alle accuse gli insulti e gli atti di stalking sono proseguiti anche durante la didattica a distanza dello scorso anno, prima che il professore entrasse nella class room. Per questo lo studente spesso preferiva non collegarsi e saltare la lezione.