In una Rsa per scontare una pena per reati sessuali in detenzione domiciliare, rinviato a giudizio per altri episodi che avrebbe commesso proprio durante quella degenza. Al punto che gli è stata contestata anche la recidiva. È quanto ha deciso ieri mattina il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante, accogliendo in tal senso la richiesta avanzata dal pubblico ministero Barbara Trotta.

Una storia che, per certi versi, ha dell'incredibile e che ha per vittime tre donne, una nel frattempo deceduta nel corso delle indagini. Donne che, per le particolari condizioni in cui erano costrette per motivi di salute, non erano in grado di opporre resistenza alle aggressioni sessuali. E.R., 62 anni, stava scontando una condanna a due anni e mezzo, ma aveva anche dei problemi di salute per i quali è finito in una clinica del Frusinate. Lì, secondo le accuse, avrebbe molestato sessualmente tre donne originarie di Boville Ernica, Torrice e Colleferro, approfittando del loro stato di minorazione fisica, psichica e sensoriale per il quale erano anch'esse ricoverate nella medesima struttura residenziale.

Sono tre le violenze sessuali contestate, ai danni di tre distinte donne, mentre per un quarto caso ipotizzato non si è proceduto in quanto non è stata presentata la querela. Le vittime rappresentate dal curatore speciale nominato dalla procura, l'avvocato Silvia Latini, si sono costituite parte civile con l'avvocato Giovanna Liburdi.
Ammessa anche la costituzione di parte civile dell'associazione "Insieme per Marianna" impegnata nel contrasto della violenza a donne e minori, rappresentata dall'avvocato Antonella Liberatori.

L'uomo, invece, è difeso dall'avvocato Giulia Giacinti.
Prima udienza il 27 maggio davanti al tribunale collegiale. L'inchiesta è nata su segnalazione del responsabile della struttura sanitaria che ha raccolto una serie di testimonianze, di altri pazienti, sui comportamenti poi finiti al centro delle indagini che la procura ha delegato ai carabinieri. Acquisita anche la documentazione sanitaria delle vittime e dell'imputato.

Tutti elementi che poi la procura di Frosinone ha ritenuto fondati al punto da richiedere e ottenere il rinvio a giudizio del sessantaduenne, originario di un piccolo centro del Frusinate. Il primo fatto contestato a carico di E.R. è risalente al 22 agosto del 2020. L'uomo dovrà difendersi dall'accusa di essersi introdotto nella stanza di una donna, colpita da ictus, e di aver infilato la mano sotto i vestiti di lei toccandole le parti intime per poi prenderla e trascinarla per le gambe con l'intento di strusciarsi sulla malcapitata. Per la repentinità dei gesti e lo stato di salute, la donna non avrebbe avuto alcun margine di reazione.

Sempre ad agosto dello scorso anno, la procura contesta all'imputato una seconda condotta. L'uomo avrebbe infilato la mano sotto la camicia da notte di un'altra degente, affetta da sclerosi multipla e tetraplegia. Nonostante la richiesta di lei di essere lasciata in pace, le avrebbe toccato insistentemente le parti intime. Secondo la procura l'uomo avrebbe approfittato della condizione di inferiorità fisica e psichica della donna.

In più la repentinità del gesto, come nell'altra occasione, avrebbe impedito alla vittima di sottrarsi.
Tra dicembre 2019 e agosto 2020 si sarebbero verificati i fatti oggetto della terza imputazione. L'imputato avrebbe avvicinato una donna affetta da sindrome di down con deficit cognitivo per poi infilarle la mano sotto la maglietta e palpeggiarla ripetutamente sul seno.
Quindi, sempre secondo le accuse, in un'altra circostanza, «con violenza consistita nella repentinità dei gesti che non consentivano alla vittima margine di reazione» la costringeva a subire atti sessuali consistiti nell'infilare la mano sotto i vestiti della donna e palpeggiarla ripetutamente.

Per tutti e tre gli episodi è stata contestata la violenza sessuale con l'aggravante specifica di «aver commesso il fatto in danno di persona ricoverata in struttura sanitaria residenziale o semiresidenziale e di persona portatrice di minorazione fisica, psichica e sensoriale».
Contestata pure la recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale.