Operazione "Seven", bocche cucite. Negli interrogatori di ieri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere otto degli indagati raggiunti venerdì scorso dalla misura cautelare emessa dal gip ed eseguita dai carabinieri. Via Verdi, via Don Minzoni, viale Grecia, via Casilina Nord, piazza Beata Maria De Mattias, via Del Cipresso e Corso Francia. Sette piazze di spaccio smantellate nel capoluogo. Ventidue le persone finite nell'operazione "Seven". Tre custodie cautelari in carcere; per Christian Iaboni e Luigi Iaboni di Frosinone, e per Miliard Durac, originario della Romania residente a Frosinone. Quest'ultimo già in carcere per un altro procedimento. Ai domiciliari: Ilaria Di Zazzo di San Biagio Saracinisco, Carmela Del Prete di Frosinone, Lara Marcoccia di Alatri, Giuseppe Liburdi, Eleonora Piras, Alessia Turriziani, Gessica Cupido, tutti del capoluogo, Salvatore Presti di Frosinone (attualmentein carcerea Velletri per un altro procedimento), Marco Sperduti di Arce, Giovanni Magale di Frosinone ed Enea Muca albanese residente a Frosinone. Divieto di dimora nel comune di Frosinone per M.C., M.T., R.N., K.K, E.H., F.H., e G.K., questi ultimi di origine albanese. Obbligo di dimora, invece, nel comune di residenza per C.A. di Alatri.

Le accuse, in concorso, sono di spaccio di cocaina e crack. Nel collegio difensivo gli avvocati Luigi Tozzi, Mario Cellitti, Marco Maietta, Nicola Ottaviani, Riccardo Masecchia, Tony Ceccarelli e Francesca Campagiorni.
L'operatività del "punto vendita" era garantita 24 ore su 24 ore, e gli investigatori hanno calcolato un incasso medio giornaliero di 15.000 euro e mensile di 450.000.
Gli indagati preposti alle piazze di spaccio, stando alle accuse, utilizzavano con estrema accortezza l'ordinario mezzo di comunicazione, preferendo in modo esclusivo il ricorso ai canali informatici (Whatsapp Instagram, Messenger), concordavano via via gli incontri con gli acquirenti e, utilizzando un linguaggio criptico per riferirsi alla quantità di sostanza desiderata (indicandone le dosi in "birre", "bulloni", "ruote di scorta") e provvedevano al recapito della cocaina.

La platea di assuntori, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, è risultata molto ampia e variegata, proveniente da numerosi comuni della Provincia. Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo carabinieri di Frosinone, guidati dal comandante Maurizio Petrarca, sono iniziate a novembre 2020 e già il 19 febbraio scorso hanno portato all'esecuzione di una prima misura cautelare a carico di tre persone per i reati di spaccio di cocaina. Le indagini sono proseguite attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, e i sequestri dello stupefacente appena consegnato agli assuntori, le dichiarazioni rese da questi ultimi e i filmati hanno permesso di delineare le attività espletate nelle piazze di spaccio. In particolare la visione delle immagini (che riprendevano chi entrava e chi usciva dalle abitazioni), letta congiuntamente alle conversazioni intercettate, ha consentito di ottenere un quadro significativo delle fasi dell'attività illecita: dal reperimento dello stupefacente, al rifornimento dell'abitazione, al controllo di possibili blitz delle forze di polizia.