I veleni camminano per strada: ancora acque e fango rossi nel suolo tra Cassino e Sant'Elia. «Con le piogge si alza la falda superficiale e con essa vengono fuori i veleni, già analizzati dall'Arpa Lazio e confermati dalle analisi private commissionate dall'Ansmi nel mese di marzo scorso» spiega il presidente della sezione provinciale dell'associa zione nazionale Sanità militare italiana, con sede a Cassino, Edoardo Grossi.
«A nessuno sembra interessare che questi veleni escono dalla terra fanno chilometri, si immettono nel fiume Rapido e imbrattano altre aree verdi. Il suolo tra Cassino e Sant'Elia Fiumerapido è "inzuppato" di veleni» continua Grossi. Che da sempre denuncia la gravità di una situazione affatto risolta.

«L'inquinamento del suolo minaccia l'agricoltura e la salute umana. Nessuna misura, da parte della politica, è stata adottata per rendere innocue le sostanze nocive. La lotta all'inquinamento, è un tema che viene portato all'attenzione della politica quotidianamente, dalla stampa ma anche dalla tv pubblica. In questi ultimi anni l'attenzione è stata rivolta, soprattutto, all'inquinamento del suolo, (acque rosse) acqua e aria (roghi tossici e agricoli). Non possiamo ignorare tutto questo: siamo di fronte a un pericolo trascurato e sono i terreni a pagare il prezzo più alto perché l'inquinamento cambia l'equilibrio chimico, fisico e biologico del suolo con una potenziale minaccia per la salute umana».

Il fenomeno che ha suscitato anche l'interesse nazionale di "Striscia la Notizia" e della Rai non è affatto nuovo ma «siamo ancora all'anno zero». Perché «gli appelli, le richieste, le denunce sembrano tutte cadute nel vuoto. Ma noi non ci arrendiamo, andiamo avanti ribadiscono dall'Ansmi la salute è un diritto che nessuno può calpestare!».