Violenza sessuale, rapina e lesioni a un'estetista, via al processo per una coppia di frusinati. Il pubblico ministero Vittorio Misiti ha contestato all'uomo una violenza sessuale consistita in un palpeggiamento, quindi un tentativo di violenza sessuale per il tentativo di un bacio.

Entrambi gli imputati devono difendersi dal reato di rapina e lesioni gravissime (per una prognosi di 45 giorni) commesse stando alle accuse per garantirsi l'impunità. Il fatto contestato, a settembre 2019, è stato ripercorso ieri in aula dalla parte offesa. Era stata chiesta un'audizione con modalità protetta che, però, il tribunale, presieduto dal giudice Francesco Mancini, non ha accolto.

Il tribunale ha anche deciso di non acquisire le consulenze tecniche di parte (di Pasquale Antignani per l'estetista e di Carlo Pizzutelli per la difesa) almeno fino all'audizione degli stessi. Quindi la vittima, parte civile con l'avvocato Daniele Mieli, ha raccontato la sua storia.

L'appuntamento per un trattamento estetico con l'uomo che l'avrebbe sbattuta contro il muro dicendo che si sarebbero invertiti i ruoli. Quindi le avrebbe tolto il reggiseno e palpeggiata e avrebbe cercato di baciarla.
Poi, quando l'uomo si sarebbe girato per prendere l'olio e massaggiarla, la donna sarebbe riuscita ad allontanarsi. L'uomo l'avrebbe minacciata dicendole, secondo quanto ricostruito dalla procura, «ti farò passare i guai».

La coppia, ovvero il cinquantunenne e la convivente di 39 anni, presenti in aula, è accusata, in concorso, di rapina e lesioni, per un secondo fatto, verificatosi nel parcheggio del Casaleno. Sei giorni dopo la violenza sessuale denunciata, la cliente avrebbe condotto in auto l'estetista al Casaleno dove, ad attenderla, c'era l'uomo. Questi avrebbe aggredito verbalmente la giovane accusandola di averlo sedotto e chiedendole il telefono cellulare per controllare i messaggi.
Al diniego, l'uomo gli avrebbe strappato di mano il telefonino, facendo rovinare a terra la ragazza con una grossa spinta. La donna ha riportato un trama cranico.

La coppia è difesa dagli avvocati Rosario Grieco e Giulia Giacinti che nel corso dell'interrogatorio hanno tentato di far emergere contraddizioni nel racconto della ragazza e hanno insistito sul perché la stessa non abbia voluto consegnare il telefono.