Il Gruppo Stellantis riduce le vendite di un terzo, il marchio Alfa Romeo con le vetture prodotte a Cassino, fa anche peggio: le vendite del Biscione, a novembre, sono più che dimezzate rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Il marchio made in Ciociaria è quello a perdere di più nella galassia Stellantis. Ma andiamo con ordine.

Partiamo dai dati generali del mercato dell'auto in base ai dati forniti dal ministero dei Trasporti il 1° dicembre.
La fotografia ben rispecchia il difficile momento che sta vivendo il settore dell'automotive: lo scorso mese le immatricolazioni si sono attestate su 104.478 unità, il 24,6% in meno rispetto al pari periodo dell'anno scorso.
La causa è sempre legata alla scarsa disponibilità di prodotto causata dalla crisi dei chip. Tuttavia, anche grazie ai pochi incentivi messi a disposizione dal governo, non mancano segnali di leggera ripresa rispetto al mese di ottobre quando le registrazioni sono state pari a 101.015 unità e il calo era stata decisamente più profondo (-35,7%).

L'andamento di novembre, che rispetto al livello pre-covid del 2019 mostra un declino di quasi il 31%, implica, comunque, un nuovo peggioramento per i dati del cumulato annuo. Infatti, tra gennaio e novembre, l'immatricolato si attesta su 1.371.166 unità, con un aumento del''8,6% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Si tratta di un'ulteriore riduzione del tasso di crescita rispetto ai primi dieci mesi, che hanno mostrato un aumento del 12,7%. In ogni caso, il confronto con il 2019 è impietoso: sono oltre 400.000 le immatricolazioni andate perse, per una variazione percentuale del 22,8.

E veniamo a Stellantis: il gruppo ha immatricolato 36.482 auto, il 33,3% in meno rispetto a un anno fa, quando Fca e Psa non erano ancora confluite nel nuovo gruppo euro-americano. Quasi tutti i nove marchi chiudono il mese con segno meno. Alfa Romeo con il -51,9% e meno di mille immatricolazioni (954 per la precisione), è il marchio che fa peggio nel Gruppo.
Questi gli altri dati: -36,1% per la Citroën (4.376), -28,7% per la Fiat (15.251), -40,5% per la Jeep (4.182), -24% per la Lancia (3.207), -30,3% per la Opel (3.356), -41,1% per la Peugeot (4.657) e -32,8% per la Maserati (121). L'unica eccezione è DS con un +6,5% e 378 registrazioni.

Una notizia, quella del calo delle immatricolazioni, che non è certo un fulmine a ciel sereno, ma che va comunque ad aggravare una situazione già non facile: i sindacati alzano la voce e sabato prossimo, 10 dicembre, è in programma uno sciopero di 8 ore e una manifestazione a Roma indetta dalla Fiom-Cgil.
I riflettori sul mondo dell'automotive si accenderanno già domani quando a Cassino arriverà il collettivo Gkn di Firenze.

Qualche spiraglio, che però non riguarda nello specifico Cassino, sembra arrivare da Roma. Il segretario nazionale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano spiega: «È stato firmato un accordo di uscite in naspi volontarie e incentivate per gli enti tecnici e di staff, analogamente a quanto fino a ora fatto per le fabbriche. Gli stessi enti tecnici e di staff sono stati infatti interessati dal contratto di espansione, con cui 310 persone hanno deciso di uscire per agganciare la pensione, ma resta un numero rilevante di persone che potenzialmente potrebbe approfittare della naspi per raggiungere le condizioni per il pensionamento nei prossimi quattro anni.

Peraltro Stellantis - prosegue il sindacalista - ha confermato che effettuerà tutte le 130 assunzioni previste dal contratto di espansione, benché allo stesso abbiano aderito 310 persone, in luogo delle 390 inizialmente preventivate; più in generale proseguiranno gli interventi finalizzati all'adeguamento e allo sviluppo delle competenze professionali, nonché all'inserimento di nuove professionalità e al ricambio generazionale».

Buone notizie non arrivano invece dallo stabilimento Fca di Piedimonte. Nella giornata di ieri è infatti giunta la notizia di un nuovo stop per questa settimana: oggi i cancelli resteranno chiusi, la causa sempre la mancanza dei semiconduttori. Ieri si è invece lavorato regolarmente e si è tenuta anche un'importante riunione in fabbrica e filtra un'indiscrezione secondo cui, a partire dal nuovo anno, possa arrivare a Cassino un nuovo direttore di stabilimento al posto di Figliuolo.